Teresa Mannino a Faenza «Come salvare l’ambiente? Aiuterebbe tornare a essere umani»

FAENZA. Teresa Mannino si conferma una delle protagoniste più amate del teatro italiano: è tutto esaurito infatti al Masini, per il suo spettacolo “Sento la terra girare”, che sabato 9 marzo  (ore 21) conclude la rassegna del comico a Faenza. La pièce vede l’attrice in veste di regista e di autrice, insieme a Giovanna Donini, e anche in questo caso, come in “Sono nata il ventitré”, per il titolo Teresa Mannino si è lasciata ispirare da una poesia.

«Poesie trovate, non cercate – specifica l’attrice – . Per lo spettacolo precedente mi sono imbattuta in un brano di Alda Merini; per questo invece a un verso di Youcenar da cui erompe tutta l’empatia nei confronti del pianeta su cui viviamo».

Lei affronta, più del solito, temi molto seri.

«Tragici, li definirei, anzi apocalittici, e trattandoli resta l’amaro in bocca, ma lo faccio con il linguaggio della comicità, il più immediato per trasmettere i miei pensieri. Parlo della tutela dell’ambiente, dei pericoli che ci sovrastano: e se è vero che ci sono Paesi con un impatto molto più devastante rispetto al nostro, tutto l’Occidente a cui si aggiungono oggi India e Cina, ha ormai un’influenza forte e negativa sul pianeta».

Sembra quasi che non ci si renda conto della situazione…

«Vedo molta ignoranza, e poca consapevolezza, anche se qualche piccola inversione c’è. Prima infatti, quando di parlava di cambiamenti climatici e di riscaldamento globale, sentivi fare errori da penna blu, e c’era chi sgranando gli occhi controbatteva che, però, quel giorno, a Milano nevicava! E poi c’è paura, paura di essere poco incisivi rispetto a quello che è possibile fare da singoli. E allora, si volta la testa, facendo finta di non vedere».

Invece?

«Invece ognuno ha la straordinaria possibilità di diventare un eroe e salvare il pianeta, senza credere a chi dice che non è possibile cambiare».

Oggi infatti è difficile negare questi drammatici mutamenti del clima.

«Sì: quando si vedono migliaia di alberi secolari abbattuti dal vento, o le nostre città allagate, la realtà ti si presenta davanti agli occhi e non riesci a negarla».

Ma dal palco lei dà consigli?

«No, perché farlo sminuirebbe il problema, o darebbe una soluzione che è corretta per me ma non, magari, per un’altra persona. Penso però che ognuno debba informarsi, ed essere analitico sulla realtà. Poi, tutti, secondo la loro strada, sono in grado di fare piccole e grandi cose: per esempio, possiamo limitare l’uso della plastica, ridurre le fonti di emissioni, comprare meno e in maniera consapevole. È il paradigma moderno della “decrescita felice”, ma già negli anni Sessanta Bob Kennedy parlava di questi temi, non sono una novità!».

Ma il sistema economico mondiale fatica a prevedere una inversione come questa.

«E infatti bisogna cambiare i paradigmi, le abitudini e gli stili di vita, Ma noi esseri umani siamo in grado di farlo, ed è molto più facile di quanto sembri, ma è necessario farlo a livello globale».

Sono temi molto forti: ma come è possibile far ridere, parlandone?

«Io e Giovanna Donini siamo riuscite a dare a queste riflessioni un tono comico, anche se in un primo momento avevamo avuto qualche difficoltà: ma è subentrato il mestiere, insieme all’esperienza di tutti questi anni. E poi c’è la consapevolezza che far ridere è, sì, comunque difficile, ma fa arrivare in modo immediato al cuore e alla pancia quello che si vuole dire, sfruttando qualcosa che è profondamente umano come la risata: e, secondo me, tornare a essere più umani aiuterebbe molto anche a risolvere il problema dell’ambiente!».

Info: 0546 21306

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