RIMINI. Nel cinema di Fellini, il Fulgor, rinato da oltre un anno a nuova vita, muove i primi passi anche un tentativo di riportare a Rimini un festival di cinema. Con una rassegna in programma dal 3 al 5 maggio che celebrerà la settima arte guardandola a tutto tondo, guardando al mestiere del cinema, ai mestieri che insieme concorrono alla nascita di un’opera cinematografica.

Il progetto, La settima arte. Cinema e industria, in gestazione da qualche tempo, porta la firma, oltre che della società Khairos che gestisce il Fulgor, anche di Confindustria Romagna, e vede il coinvolgimento dell’Università attraverso il contributo del docente Roy Menarini. Una iniziativa che parte dal privato, dunque, ma con l’appoggio del Comune di Rimini che metterà a disposizione i propri spazi. Domani al Fulgor la presentazione ufficiale alla presenza del sindaco Andrea Gnassi, del presidente di Confindustria Romagna Paolo Maggioli, di Elena Zanni direttrice di Khairos Srl e di Roy Menarini, docente di Cinema e industria culturale al campus di Rimini, Università di Bologna.

È un progetto che si annuncia diverso dalle esperienze del passato ma che di fatto si riannoda a una lunga storia: quella che ebbe in Riminicinema, vetrina sui generis di cinema internazionale andata avanti dal 1988 al 1997, il suo momento d’oro. Era nato dalle ceneri di EuropaCinema, esperienza iniziata nel 1984 sotto la direzione di Felice Laudadio. Nel 1998, la nascita di Adriatico cinema, festival uno e trino che riuniva le storiche rassegne di Rimini, Bellaria e Cattolica, si tramutò in un “colpo di grazia” per la storia cine-festivaliera della provincia. Il festival a tre teste durò il tempo di due edizioni.

Nel 2000, su iniziativa della Cineteca di Rimini, il tentativo di mantenere a Rimini un progetto di rassegna cinematografica portò al lancio di Degenere. Il cinema come racconto: non andò oltre il biennio.

Altra epoca, altre storie. A “difendersi” in un mondo in cui tutto è cambiato, anche il cinema, anche il panorama dei festival nazionali e internazionali, è restata a Rimini solo l’esperienza di Amarcort.

Un nuovo ciak, allora, non può che partire con un brindisi d’auguri.

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