FORLÌ. Gag a ritmo continuo, paradossi e situazioni inaspettate… e la musica in scena con la Jazz Company di Gabriele Comeglio che segue a vista le intuizioni del duo. Tullio Solenghi e Massimo Lopez Show, in programma oggi e domani (ore 21), fuori abbonamento al teatro Diego Fabbri di Forlì, è l’occasione per ridere, e molto, di un verve comica senza pause. Ma è anche uno spettacolo dove si mettono alla prova, di nuovo insieme dopo “La strana coppia” di 15 anni fa, due grandi talenti artistici.

«Abbiamo preferito un titolo “semplice”, un po’ perché odiamo quelli complicati – racconta Tullio Solenghi – che poi spesso mascherano il vuoto, e poi lo show di per sé è un “contenitore” teatrale (una definizione che non amo) in cui stanno tante cose, colori, sensazioni, parodie, imitazioni, sketch, e nel nostro caso il momento musicale con 4 artisti in scena».

C’è chi ha definito lo spettacolo “un bellissimo momento di anarchia”.

«È il nostro modo usuale di stare in scena, senza un filo conduttore dichiarato e dando sempre l’impressione di inventare le cose al momento».

Ed è così?

«Siamo oltre la 150° replica: lo spettacolo naturalmente è diventato qualcosa di diverso dall’inizio. Dal canto io, non sono un fan dell’improvvisazione, ma possiamo “permettercene” una percentuale, vista la solida base che ci viene dai 12 anni del Trio: una modalità un po’ jazzistica, in cui però la trama di fondo è rigorosa».

E la musica in scena? Non interferisce con i vostri ritmi?

«In realtà, Massimo veniva da esperienze musicali e anche io con “Tale e quale show” che mi ha permesso di calarmi in ben 12 cantanti e cantautori. La scintilla anzi è proprio scoccata dai bei duetti con Massimo in quella trasmissione, e dall’entusiasmo di Carlo Conti nel vederci insieme. Poi, siamo un po’ stufi degli attori americani che recitano, ballano, cantano… come Bradley Cooper con Lady Gaga. La musica fa parte del nostro dna: abbiamo voluto metterla in scena, con grande divertimento e con il senso di uno spettacolo “totale” che ci apparenta ai colleghi stranieri».

Anche in questo, Anna Marchesini è insieme a voi.

«Certo… sia perché le abbiamo dedicato un momento dello show, in cui, tutte le volte, gli applausi sono interminabili. Inoltre esiste una parte impalpabile, ma per noi palpabilissima, scolpita in ognuno di noi dai 12 anni passati insieme. E il nostro modo di stare in scena, di raccontare e di giocare con il pubblico… è un marchio di fabbrica che non possiamo né vogliamo ignorare».

Sta diventando famosa la scenetta con l’incontro tra papa Bergoglio (Lopez) e lei, nelle vesti di papa Ratzinger.

«È stato da subito uno dei momenti più divertenti, anzi siamo costretti spesso a “tirare le redini” perché anche noi ridiamo. Ma siccome questo è un work in progress si sta proponendo come “contendente” anche lo sketch in cui Massimo è Costanzo e io Giampiero Mughini… tutti momenti di grande divertimento che poi dal palco arriva al pubblico».

E il pubblico è contento di rivedervi insieme.

«In realtà Massimo e io ci siamo sempre marcati a vista anche perché siamo vicini di condominio e, se non parlavamo di copioni comunque discutevamo di millesimi… Le carriere possono allontanarsi, senza che ci siano stati screzi, noi invece ci siamo sempre frequentati, anche da amici. Ma lo ammetto, ci ha fatti decidere la scomparsa di Anna. Ci sono assenze che allontanano, ma questa, per la persona che era lei, ci ha fatto venire una nostalgia di recitare insieme, a cui non abbiamo saputo dire di no».

Info: 0543 26355
Biglietti: 37-24 euro

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