E45: da Cesena richiesta riunione bis a Roma per gli aiuti ignorati

CESENA. Non avevano ancora fatto in tempo e rientrare a Cesena dopo l’incontro avuto due giorni fa al Ministero del Lavoro, ma senza la presenza di Luigi Di Maio, e già i sindaci stavano pensando alla inattesa necessità di chiederne immediatamente un altro. Destinatario della domanda lo stesso vice premier, ma questa volta nella sua veste di ministro allo Sviluppo economico. Il motivo è semplice: una parte degli aiuti sollecitati per affrontare l’emergenza E45, determinata dalla chiusura del viadotto Puleto, va discussa a quel tavolo, diverso da quello attorno a cui ci si è seduti martedì. È così ieri i sei sindaci dell’Unione Valle Savio, presieduta da Paolo Lucchi, e altri sette colleghi romagnoli hanno immediatamente spedito la nuova richiesta di un incontro urgente con Di Maio.

Gli 8 milioni ottenuti

L’altro ieri è stata ottenuta dal vice capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro, Pasquale Starapoli, la promessa che lo Stato stanzierà gli 8 milioni di euro di ammortizzatori sociali richiesti dalla Regione per sostenere le imprese che hanno già dovuto chiudere e i lavoratori che hanno perso il lavoro o hanno visto ridursi l’orario a causa del blocco della E45. Ma nella prossima riunione serviranno risposte su un’altra necessità impellente: aiutare anche le aziende che per la stessa ragione sono in sofferenza, una situazione che senza sostegni potrebbe tradursi presto in chiusure e disoccupazione.

I problemi rimasti irrisolti

«Nell’incontro del 5 marzo – è scritto nella nuova lettera inviata a Roma – ci è stato garantito che nel “Decretone sul reddito di cittadinanza e quota 100” verrà inserito un emendamento che per noi varrà 8 milioni di euro, destinato ai lavoratori in cassa integrazione, ad orario ridotto di lavoro, e alle imprese che hanno già sospeso la loro attività,. Ma nulla si è potuto decidere per le imprese, e sono tante, che si trovano in difficoltà a seguito dell’emergenza E45, perché da un lato sono costrette a sostenere costi aggiuntivi e dall’altro hanno visto crollare il loro fatturato». Della prima categoria fanno parte soprattutto le aziende dell’autotrasporto (che hanno dovuto e devono ancora affrontare tragitti più lunghi, consumando più carburante e pagando pedaggi autostradali), mentre il secondo problema riguarda soprattutto il comparto turistico. Secondo uno studio di Unioncamere Emilia-Romagna il danno mensile nel primo di questi due settori è quantificabile in circa 4,7 milioni di euro e nel secondo si sfiorano 800.000 euro.

I 13 sindaci firmatari

Nella lettera inviata al Ministero dello Sviluppo Economico per affrontare questi aspetti del disastro E45, viene anche auspicato che questa volta il ministro Di Maio possa essere presente di persona all’incontro.

I sindaci che hanno sottoscritto il documento sono Paolo Lucchi (Cesena), Marco Baccini (Bagno di Romagna), Enrico Salvi (Verghereto), Monica Rossi (Mercato Saraceno), Enrico Cangini (Sarsina), Fabio Molari (Montiano), Quintino Sabattini (Sogliano); Massimo Bulbi (Roncofreddo), Michele De Pascale (Ravenna), Gabriele Fratto (Bertinoro), e pure presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Luca Coffari (Cervia), Matteo Gozzoli (Cesenatico) e Guglielmino Cerbara (Sant’Agata Feltria).

Da segnalare che tre dei firmatari del Cesenate sono di centrodestra: quelli di Sogliano, Sarsina e Verghereto. Un particolare significativo visto che negli ultimi giorni esponenti delle forze di maggioranza hanno ripetutamente accusato i primi cittadini del Comuni coinvolti dalla grana E45 di fare critiche strumentali solo per il differente colore politico.

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