CESENA. Accesso abusivo a servizio informatico e falso. Sono le accuse di cui in futuro dovrà rispondere un giovanissimo hacker, per un “blitz” fatto nel registro elettronico di un professore, per modificare i voti per sé e per gli amici. Una “furbata” che gli costerà un processo penale.

Ha infatti appena chiuso le indagini nei confronti di questo studente (che ora ha 17 anni ma all’epoca dei fatti ne aveva poco più di 16 e frequentava la classe terza) il pm della procura dei minori di Bologna Cristina Salusto.

L’indagine nei confronti del giovanissimo mago dei computer cesenate è stata coordinata dalla procura di Bologna e delegata alla polizia postale, dopo una denuncia esplicita fatta dalla scuola superiore: un istituto tecnico cesenate frequentato nell’anno 2017 dal protagonista della storia, anch’egli cesenate.

Il fatto e le due versioni

Siamo nel cambio dell’ora di diritto ed economia. Il professore si è alzato e al suo posto deve arrivare il nuovo docente per l’ora successiva. Il giovane, del quale per la minore età non possiamo fornire generalità che lo rendano riconoscibile, approfittando dell’assenza degli insegnanti, si alza dal suo banco e raggiunge il registro elettronico, alla cattedra.

Qui dalle indagini sono emerse due versioni differenti, che saranno oggetto di dibattito futuro in aula, davanti al giudice, ad opera del difensore del 17enne (l’avvocato Alessandro Sintucci che, contattato sull’argomento non ha voluto in alcun modo parlare della questione). C’è chi dice che il professore si fosse dimenticato la password del registro elettronico. Ma la tesi più accreditata dall’accusa è che il minorenne sia un hacker in possesso di conoscenze che in pochissimo tempo gli hanno permesso di forzare la password ed entrare nel registro elettronico.

Ritocco dei voti e “spiata”

Secondo le accuse, in pochi istanti ha cambiato il suo voto, ritoccando le valutazioni, seppure di poco. Qualche meno è diventato più, qualche decimale è stato limato all’insù. Risultato: la sua media si era alzata fino al 6,2, sufficiente per non avere problematiche. Lo stesso ”lavoro” di hackeraggio lo avrebbe effettuato per alcuni suoi compagni di classe. Dopodiché il registro elettronico è stato richiuso. E all’arrivo del professore successivo, nessuno si era accorto di nulla.

Il coinvolgimento della polizia postale risale a qualche settimana dopo e l’indagine della procura minorile a qualche giorno dopo. Tutti i compagni di classe del giovane “smanettone” avevano visto l’accaduto e alcuni di loro hanno deciso di segnalarlo al professore di economia e diritto, facendo presente che i voti di alcuni compagni erano stati fraudolentemente modificati.

Bocciatura e guai penali

Per l’allora 16enne, dopo la sospensione da scuola, era arrivata a fine anno la bocciatura, anche in seguito a queste problematiche di condotta che non hanno permesso una valutazione “normale” dello studente agli occhi degli altri prof. Questo per quanto riguarda i provvedimenti scolastici. Sotto il profilo penale, è stato invece il professore a sporgere regolare denuncia, tramite la scuola.

In queste settimane è arrivata la richiesta di fine indagini avanzata dal pm minorile Cristina Salusti in tribunale a Bologna. Dovrà essere dunque fissata la data del processo per l’oggi 17enne, che dovrà rispondere dell’accesso informatico abusivo e di falso.

Doti e riscatto scolastico

Il giovane, per quanto riguarda la confidenza con i computer, ha in qualche maniera già “dimostrato” doti da promozione, non certo da bocciatura. Probabilmente neppure l’insegnante di diritto ed economia che lo ha denunciato ha le competenze necessarie per poter “hackerare” il registro elettronico. Che si tratti di uno studente forse da punire penalmente ma sicuramente brillante, e non solo in ambito informatico, lo dice anche la sua attuale condotta scolastica: dopo la bocciatura, e in attesa del processo, ha cambiato scuola e ha la media dell’8.

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