CESENA. Si è messo un primo punto fermo in una delle accuse incrociate di natura penale tra un medico del Bufalini e una paziente ed ex dipendente dello stesso ospedale. Lui era stato indagato a seguito di una denuncia della donna, che aveva ventilato i reati di interruzione di pubblico servizio e di peculato perché avrebbe avuto rapporti sessuali nell’ambiente ospedaliero durante l’orario di lavoro e in un’occasione avrebbe anche utilizzato, sempre secondo la versione dell’accusatrice, del gel di proprietà della struttura sanitaria. Questa accusa, sempre smentita dal medico, è stata già giudicata come infondata nelle settimane scorse.

Infatti il pubblico ministero che ha condotto gli accertamenti del caso ne ha chiesto l’archiviazione, che è stata poi disposta dall’ufficio del gip del tribunale di Forlì. Quindi si tratta di un capitolo chiuso, almeno per ora visto che non risultano opposizioni all’archiviazione.

A sottolinearlo è l’avvocato Francesco Barducci, che assiste il medico e sua moglie, anche nell’altra vicenda legale in cui invece la donna è imputata. In un processo in corso è chiamata a rispondere di un’accusa molto grave: quella di stalking, nella forma aggravata prevista dal terzo comma dell’articolo 612 bis del Codice penale (che è appunto quello che punisce gli atti persecutori): è quella che prevede in particolari casi un inasprimento della pena base, che è già sostanziosa (da un minimo di 6 mesi a un massimo di 5 anni). Oltre a questa ipotesi di reato, al vaglio dei magistrati ce n’è una seconda, per diffamazione. Quindi in quel procedimento giudiziario – evidenzia l’avvocato Barducci – la donna «è chiamata a difendersi a fronte di un capo di incolpazione redatto dall’autorità inquirente all’esito delle indagini svolte». E «non è a processo per essersi inventata chissà quale fantasiosa storia», ma per un reato pesante.

L’imputata continua a sostenere che all’origine di tutto c’è una relazione sessuale avuta con il medico, ma come detto questa era la sua tesi ufficializzata con una denuncia fatta tramite l’avvocato Lucrezia Pasolini e affossata dall’archiviazione del magistrato. Dal canto suo, il professionista del Bufalini che assieme a sua moglie è la parte offesa nel processo in corso ha sempre negato quella versione. Ma il fulcro del procedimento giudiziario ancora aperto non ha a che fare con questi aspetti: ora in ballo c’è l’accusa di stalking e di diffamazione che pende sulla testa della donna.

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