Cesena, spacciava agli arresti domiciliari: finisce in manette

CESENA. Ha cercato di fuggire alle forze dell’ordine che dovevano controllare se fosse regolarmente agli arresti domiciliari.

Anche per questo i carabinieri hanno scoperto che, malgrado si trovasse “ristretto nella libertà” per condanne passate, stava continuando a coltivare clienti per lo spaccio di eroina.

È stato ammanettato di nuovo e condannato. Ad una pena che sconterà ora (assieme alle altre) in una cella del carcere di Forlì.

A finire in manette è stato il 43enne Simone Bettini.

Era ai domiciliari nella sua casa cesenate quando i carabinieri si sono presentati al suo campanello.

Difficile capire se fosse spaventato dalla possibilità di una restrizione ulteriore della libertà: cioè che i carabinieri volessero notificargli un aggravio della misura restrittiva dei domiciliari; fatto sta che anziché aprire ai militarti cesenati ha tentato di scappare via da una porta sul retro della casa.

È stato inseguito e bloccato. Ed ha opposto resistenza. A quel punto i carabinieri della compagnia di Cesena hanno anche approfondito i controlli all’interno della sua abitazione. Perché il suo comportamento era parso a loro sospetto.

Infatti dovevano semplicemente verificare che si trovasse in casa e che non fosse uscito senza permesso. Un controllo di routine insomma.

In casa i militarti dell’Arma cesenate hanno trovato a Simone Bettini 10 grammi di eroina sporzionati in dosi pronte per l’eventuale vendita, ed un bilancino di precisione.

Insomma: tutto il necessario per lo spaccio.

Di detenzione ai fini di spaccio è stato accusato dunque davanti al gip Monica Galassi che lo ha giudicato per direttissima. Difeso dall’avvocato Luigi Tampellini del foro di Forlì è stato condannato (in rito Abbreviato) ad una pena di due anni e tre mesi di reclusione Comprensiva anche delle accuse per la resistenza ed il tentativo di evasione dai domiciliari,

Alla fine per lui i sono schiuse le porte del carcere di Forlì dove dovrà scontare anche la residuale pena per le vicende che lo avevano portato ai domiciliari.

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