E45, i sindaci scrivono a Di Maio: servono aiuti per le imprese

CESENA. Per affrontare la chiusura dell’E45 gli interventi infrastrutturali sono fondamentali, ma non bastano: occorre anche pensare alle ripercussioni economiche negative provocate dal  blocco della superstrada. Per questo, dopo l’incontro con il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli, che si è impegnato a intervenire sulla viabilità alternativa per garantire la ripresa dei collegamenti locali, il sindaco di Cesena Paolo Lucchi e il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini – rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Unione dei Comuni della Valle del Savio –  ora chiedono un incontro anche al ministro dello Sviluppo Economico, Lavoro e Politiche Sociali Luigi Di Maio con l’obiettivo di attivare misure economiche urgenti per aiutare le famiglie e le imprese colpite dalle conseguenze della chiusura della E45. La richiesta è stata formalizzata con una lettera inviata questa mattina al vicepresidente del Consiglio  Ne sono stati informati anche i deputati locali Marco Di Maio, Jacopo Morrone, Simona Vietina e Galeazzo Bignami, con l’auspicio di un loro diretto interessamento perché l’incontro con il ministro Di Maio possa avvenire al più presto. Auspichiamo, si legge nella lettera, che con “determinazione e rapidità si trovi una soluzione positiva anche alla necessità di garantire da subito ammortizzatori sociali ai lavoratori, aiuti economici alle famiglie coinvolte ed aiuti alle imprese colpite dalle conseguenze della chiusura della E45. Su questo tema il Ministro Toninelli, non essendo di sua diretta competenza, non ha infatti, giustamente, preso alcun impegno a nome del Governo. Le chiediamo pertanto, anche a nome del sistema delle imprese e dei sindacati, un incontro urgente, al fine di valutare la messa in campo di interventi urgenti, necessari e idonei a dare immediata risposta alle gravissime conseguenze che tale situazione sta causando al sistema socio-economico del nostro territorio. Parliamo infatti, limitandoci ai dati dell’area cesenate, di 10,3 milioni di transiti di autoveicoli rilevati nel periodo dicembre 2017-novembre 2018 (28.641 transiti medi giornalieri), di 14.000 imprese e unità locali coinvolte, di 229.697 presenze turistiche nei Comuni di Bagno di Romagna e Verghereto e 340.204 presenze nella Riviera provenienti da Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana e Umbria (periodo gennaio-ottobre 2018). Dunque è evidente come, a partire dal turismo (disdette delle prenotazioni alberghiere), al sistema delle imprese (in primis autogrill e aree di servizio che sono sostanzialmente deserte, e dunque costrette a lasciare a casa i loro dipendenti, imprese impossibilitate ad adempiere alle commesse, riduzione della produzione), dall’autotrasporto (aumenti di percorrenza, di tempi e di costi) al problema della frequenza scolastica degli studenti (con anche in questo caso aumento di costi per le famiglie), ai lavoratori pendolari (costi per vitti e alloggi fuori sede, aumenti di costi e tempi di spostamento) le ricadute sul sistema imprenditoriale e sociale sono drammatiche”.

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