La Cassazione conferma la condanna per il circolo di Cesena dove si giocava a poker

CESENA. Anche se la quota d’ingresso al tavolo è fissa e non alta (30 euro) e pure se non si utilizzano soldi veri sul tavolo ma soltanto chip di plastica e dunque denaro virtuale, il gioco non può essere assimilato ad un torneo sportivo. Quindi è gioco d’azzardo a tutti gli effetti ed è vietato dalla legge nei circoli e nei bar. È la sentenza esplicitata in questi giorni dalla Cassazione sul caso di un ricorso presentato da un cesenate, che era stato scoperto assieme ad altri (e condannato fin dal primo grado) a giocare a poker dentro ad un circolo di Case Finali. La vicenda risale al mese di giugno del 2013 quando una task force di polizia (con agenti specializzati provenienti anche dal Piemonte) entrò in un noto bar della zona di Case Finali e fece smettere d’imperio di giocare 9 persone intente in un torneo di poker “alla Texana”.

Tutti i dettagli nell’articolo del Corriere Romagna in edicola.

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