SAVIGNANO SUL RUBICONE. Pugnali, lame a doppio filo, baionette: volevano spacciarli come oggetti di riuso “trovati in cantina”, ma erano chiaramente armi bianche soggette al divieto di vendita. Sono vari i banchi, nei diversi mercatini del riuso organizzati a Savignano, su cui gli agenti della Polizia locale dell’Unione Rubicone e Mare hanno trovato e sequestrato armi, principalmente da taglio, che solo commercianti professionisti con regolare licenza di vendita avrebbero potuto porre in commercio (e in ogni caso non su suolo pubblico). I vari controlli, nel corso degli ultimi mesi, hanno quindi portato alla denuncia a piede libero di tre persone: la vendita ambulante di armi è infatti vietata dall’articolo 37 del Regio decreto 773 del 1931, più noto come Tulps – Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Non fa inoltre differenza se le armi – anche da sparo – siano funzionanti o meno, destinate all’uso o al solo collezionismo: la vendita senza licenza – a maggior ragione da hobbysti, e non da commercianti professionisti – è comunque vietata.

“Obiettivo di questi servizi di controllo – spiega il comandante Alessandro Scarpellini – non è tanto individuare la colpevolezza dei soggetti coinvolti quanto eliminare dalla circolazione strumenti potenzialmente pericolosi, che diversamente potrebbero essere acquistati e maneggiati senza alcuna forma di controllo e tracciabilità. Gli oggetti rinvenuti vengono infatti immediatamente confiscati e distrutti”. Nello specifico, per questa recenti attività della Pm si parla di oltre venti articoli sequestrati e destinati alla distruzione: alle armi bianche, infatti, si aggiungono le repliche di pistole senza l’apposito tappino rosso, di fatto rivoltelle “giocattolo”, senza nessuna possibilità di offendere, che però in mancanza dell’apposita segnalazione obbligatoria – il tappino rosso appunto – possono facilmente essere equivocate e ritenute vere, e pertanto in grado di intimidire un’ignara vittima.

 
 
 
 

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