Dal prossimo anno cambiano le rette per 2 bimbi su tre

Cesena

CESENA. Da 50 a 495 euro al mese per chi ha un piccolo inserito in un nido. Da 50 a 255 euro per le famiglie con un bambino che frequenta la scuola dell’infanzia. È il range delle nuove rette che saranno applicate a partire dal prossimo anno scolastico, dopo l’estate. La giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi le tabelle che determinano i vari importi da pagare, a seconda dell’Isee degli utenti. E come preannunciato, ci sarà un cambiamento significativo rispetto alla situazione attuale, con la forbice che si allargherà, facendo pagare un po’ meno le fasce in difficoltà e un po’ di più i benestanti. Immutate invece le rette per la cosiddetta classe media, quella da 14.000 a 40.000 euro di Isee per i genitori con figli nei nidi e da 14.000 a 50.000 euro per chi ha bambini alle materne. Nel primo caso la forbice continuerà ad assestarsi tra 212 a 424 euro, nel secondo tra 88 a 198 euro.
La filosofia è chiara: chi ha di meno va sostenuto, mentre chi ha di più può sopportare maggiori sforzi economici. È la trasposizione in ambito tariffario del principio di progressività stabilito dalla Costituzione nel campo delle tasse. Esattamente il contrario di quello che è lo spirito della flat tax proposta dal centrodestra, di cui si sta tanto parlando in questa campagna elettorale, che è basata su una omogeneizzazione delle aliquote, a prescindere dal reddito.
Con il nuovo sistema introdotto dal Comune di Cesena oltre un terzo delle famiglie con bambini sotto i sei anni iscritti negli asili pagherà meno rispetto alle quote attuali. Per la precisione, prendendo come riferimento le statistiche relative all’anno scolastico 2016-2017, sarebbero 141 su 290 gli utenti dei nidi che vedrebbero diminuire la retta, mentre nelle materne comunali e statali dovrebbero essere avvantaggiati rispettivamente 253 su 663 e 369 su 1.242. Il numero totale di chi sarà beneficiato dalla novità è quindi pari a 763 utenti, su 2.195.
L’alleggerimento più consistente della retta l’avrà chi ha un bimbo al nido e presenta un indicatore Isee a ridosso della soglia dei 5.000 euro: pagherà 50 euro al mese, invece che 83. Benefici anche per la fascia 5.000-14.000 euro: attualmente deve versare da 75 a 207 euro, dall’annata 2018-2019 la forbice si attesterà tra 51 e 190 euro. Per quel che riguarda le materne, le famiglie con Isee sotto i 14.000 euro pagheranno tra i 50 e i 75 euro rispetto a 65-86 odierni.
Rette un po’ più salate, invece, per chi è in condizioni economiche floride. Nei nidi le famiglie con Isee superiore a 40.000 euro pagano ora 439 euro, mentre dal prossimo mese di settembre dovranno sborsarne 465, che saliranno a 495 euro per chi ha Isee di più di 60.000 euro. Nelle materne gli utenti sopra quota 50.000 euro vedranno crescere la retta da 225 euro a 240, e anche in questo caso per gli Isee sopra i 60.000 euro ci sarà un’ulteriore maggiorazione arrivando a 255 euro. Questo esercito di persone che subiranno rincari, sempre se si confermassero i dati riferiti allo scorso anno scolastico, ammonterebbe a 753 unità: 52 nei nidi, il resto nelle scuole dell’infanzia.
Il picco degli aumenti sarà nel primo caso di 56 euro in più per le famiglie con Isee oltre i 60.000 euro, mentre alle materne l’aggravio dei costi sempre per chi è sopra quella soglia sarà pari a 30 euro aggiuntivi rispetto a quanto pagato adesso.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui