L’obbligo di affidarsi a un messia

E’ un po’ come quando le sorti di un campionato o del passaggio del turno in una competizione sportiva dipendono dalle fortune o sfortune altrui. Forse è proprio così che si sente ora la Forlì delle istituzioni – politiche e amministrative – e dei sindacati. Per una volta si può dire che tutto il possibile, da questa parte del fiume, è stato fatto. Ora tocca a chi sta sull’altra sponda dimostrate di voler guadare il corso d’acqua, impetuoso e ricco di insidie. Anche se azzardato, un parallello ci potrebbe stare: Halcombe come Massimiliano Boccio, il nuovo patron della Fulgor Libertas che ha promesso fuoco e fiamme lasciando però ancora tutti a becco asciutto. Il paragone rischia di essere, almeno per il momento, ingeneroso per l’imprenditore americano. Forse, messi al bando i più che legittimi dubbi, entrambi daranno tantissimo alla città. Il problema più vero, però, è che Forlì si trova costretta ad affidarsi ad un Messia per risolvere molti dei suoi problemi, piccoli o grandi che siano. (g.f.)

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