RICCIONE. C’è un patto di fiducia non scritto con il turista (e il riccionese) che dev’essere rispettato: sulle condizioni del mare e di conseguenza della salute non si può mentire. Mai.
Non fare mettere i divieti di balneazione significa infatti tradire maldestramente la fiducia in nome di un’economia nostrana che alla lunga non beneficerà affatto di una menzogna.

Il tentativo dei vari indagati è piuttosto chiaro: non faccio appendere i cartelli con i divieti che Arpae mi impone di mettere a tutela di chi fa il bagno perché così non scateno un allarme sociale sul bene più prezioso di questo territorio, il mare. Le bugie, però, notoriamente hanno le gambe corte e finisce così che il turista (e il riccionese), che prima sapevano con certezza quando fare o non fare il bagno, ora – appreso che la sindaca i divieti non li fa mettere – vivranno sempre nel dubbio e magari sceglieranno altri lidi. In questa vicenda resta poi un interrogativo: perché è stato sostituito il dirigente, Daniele Salvatori, unico non indagato di questa inchiesta? E’ un fatto che il nuovo arrivato è subito finito nel registro degli indagati proprio sui divieti di balneazione. Sarà un caso? 

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