Senza giornali locali Giulia Sarti sarebbe ancora nel M5S

RIMINI. Se Giulia Sarti non è più presidente della Commissione giustizia della Camera dei deputati e sarà espulsa dal Movimento cinque stelle lo si deve al troppo spesso bistrattato giornalismo di provincia e alla professionalità di cronisti locali, come i colleghi del Corriere Romagna, che ogni giorno trascorrono ore e ore in tribunale nel tentativo di informare i lettori. Lo ha rivelato ieri l’avvocato della deputata Giulia Sarti, Fabio Repici: la richiesta di archiviazione di Andrea Tibusche Bogdan sul caso rimborsopoli “risale a oltre a un mese fa”.

Sarebbe finito tutto nel dimenticatoio se i giornali locali non avessero cercato la verità su questo caso e se il Corriere, in particolare, non avesse indagato a fondo, riuscendo a rivelare i contenuti della chat agli atti dell’inchiesta, compresa l’ormai famosa frase, «Tesò, mi hanno chiesto di denunciarti per salvarmi la faccia». Si possono comprendere le ragioni dell’allergia verso la stampa da parte di chi detiene il potere: sta nel gioco delle parti. 

I lettori e gli elettori, ai quali da parte del Movimento cinque stelle il giornalismo viene spesso descritto come male assoluto, possono invece stare tranquilli: di verità e buona informazione non è mai morto nessuno. Tutt’al più si è posta fine alla carriera politica di chi si era venduto come più onesto degli altri e poi invece si è scoperto, e scritto, che non era migliore di nessuno. Anche a beneficio dello stesso Di Maio che si è preso la libertà di definire i “giornalisti infimi sciacalli”.

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