Da New York a Faenza per lavorare tra api e ceramica

Da New York a Faenza per lavorare tra api e ceramica

FAENZA. Cera e ceramica: due mondi, a prima vista distanti, che possono toccarsi rivelando affinità sorprendenti, e così il lavoro certosino delle api può trasformarsi in materiale con cui realizzare un’opera d’arte. A sperimentare il connubio spingendosi ai confini tra natura e cultura è Arianna Carossa, artista genovese che da dieci anni vive e lavora a New York realizzando mostre in tutto il mondo: «Cerco di creare relazioni tra elementi che appaiono distanti – spiega – unendo materiali tradizionali, come la ceramica, a residui di origine animale, come la cera d’api o la corazza di un’aragosta».
Avventura tra le api
Carossa si trova da due giorni a Faenza, ospite del Museo Carlo Zauli per una residenza d’artista: il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con l’azienda gestita da Tiziano e Domenico Rondini, leader nazionale nel campo dell’apicoltura. Per circa dieci giorni l’artista si dividerà tra il Museo e Pieve Cesato, dove si trova l’attività dei Rondinini, e lavorerà a contatto ravvicinato con le api per scegliere i prodotti da inserire nelle proprie opere. «In passato – racconta Tiziano Rondinini – avevo già collaborato con Arianna fornendole un po’ del mio materiale. Questa volta il progetto è più ampio ed ho accettato immediatamente di ospitarla, anzi la ringrazio per avere scelto la cera: un materiale antichissimo, straordinario e versatile, la cui produzione è come sappiamo funzionale al mantenimento della vita sul pianeta». Insomma, «dell’ape – come chiosa Carossa – non si butta via niente»: sicuramente non il miele, che i Rondinini producono e vendono un po’ in tutta la Penisola ottenendo ogni anno attestati e premi per la qualità.
Residenza al Museo Zauli
Per quanto riguarda il lato più precisamente creativo, Matteo Zauli descrive le caratteristiche di questa particolare residenza d’artista: «Io ed Arianna – afferma – ci siamo conosciuti nel 2006. La sua produzione, come accade nel caso dei grandi artisti contemporanei, non è legata ad un singolo linguaggio artistico e tende a superare le barriere tra figurativo e astratto. Qui a Faenza si servirà, oltre che di favi e cere, anche della storica argilla nera impiegata da mio padre, Carlo Zauli». Il risultato preliminare della residenza sarà svelato al Museo Carlo Zauli martedì 30 luglio alle 21 con un intervento del critico d’arte Luca Bochicchio ed un’apposita installazione: a questa prima fase seguirà un periodo di pausa per fare seccare e poi cuocere le ceramiche, e ad ottobre Carossa tornerà a Faenza per definire le opere e presentarle nella loro completezza. «Questo progetto – conclude il vicesindaco Massimo Isola – nasce dalla collaborazione fra due eccellenze, Museo Carlo Zauli e Apicoltura Rondinini: il nostro obiettivo è fare in modo che le residenze lascino solchi più profondi possibile, non solo dal punto di vista artistico».

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