Neutralità climatica, obiettivo ancora tutto da raggiungere

Il contributo delle città per la transizione energetica verso la neutralità climatica è imprescindibile, ma il percorso è ancora lungo e in salita. A fotografare lo stato dell’arte sono il Green City Network della Fondazione per lo sviluppo sostenibile e il GSE – Gestore dei Servizi Energetici, con un’indagine che ha coinvolto 14 milioni di italiani residenti in città grandi e piccole tra cui 10 aree metropolitane (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Roma, Torino, Trieste e Venezia). Tra le città partecipanti ve ne è una sola romagnola, Rimini.

Gli esiti non sono del tutto confortanti. Molti sono i ritardi e, soprattutto, la maggioranza dei centri urbani non monitora i risultati in materia di taglio della CO2. Innanzitutto l’impegno verso la neutralità climatica entro il 2050, stabilito in modo vincolante dall’Europa, non è ancora stato acquisito come impegno locale, se non da una minoranza: quasi il 70% delle città non ha un piano per l’adattamento ai cambiamenti climatici e solo il 4% ha un obiettivo al 2050.

Piuttosto carente anche l’impegno delle città per la riqualificazione energetica: il 78% non monitora il target europeo al 2030 del 3% di riqualificazione annua, la metà delle città non fa il monitoraggio dei consumi energetici e a più di 20 anni dall’istituzione della figura dell’energy manager, il 67% delle città non lo ha nominato.

Situazione analoga per le fonti rinnovabili: il 76% delle città non dispone di una stima dei propri consumi coperti da rinnovabili e addirittura il 93% non sa quanti impianti per la produzione di energia termica da rinnovabili ci siano sul proprio territorio, né, nell’85% delle città, è stato realizzato un inventario delle superfici idonee a ospitare impianti rinnovabili. Il 67% delle città inoltre non ha fissato obiettivi di sviluppo delle rinnovabili elettriche e ancor di più non ne hanno per le rinnovabili termiche e i biocarburanti. Similmente, rispetto alla decarbonizzazione dei trasporti, il 62% delle città non dispone di una valutazione delle emissioni di gas serra collegati e solo il 41% ha adottato un Piano urbano per la mobilità sostenibile.

Vanno meglio gli ultimi due punti presi in considerazione dalla ricerca: gestione circolare dei rifiuti e assorbimento di carbonio. Le città intervistate dedicano attenzione (73%) alla prevenzione della produzione dei rifiuti, l’82% ha un tasso di raccolta differenziata superiore alla media nazionale e la maggioranza dei comuni ha fissato obiettivi di raccolta differenziata al 2030.

Oltre la metà delle città (51,3%) ha presente l’obiettivo europeo di arrivare ad azzerare il consumo di suolo, intervento necessario per aumentare gli assorbimenti di carbonio. Il 76% ha in corso interventi di rigenerazione urbana e addirittura oltre il 90% ha in programma di aumentare le alberature, le aree verdi urbane e oltre il 63% ha in programma di sviluppare gli orti urbani. Numeri che indicano che i temi sono in agenda, ma un’accelerazione è necessaria per non fallire gli obiettivi Ue.

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