“Nel cocktail droga dello stupro”: giovane ravennate in ospedale

Si è accorto che il cocktail che stava condividendo con una collega di lavoro aveva improvvisamente cambiato sapore. Pochi minuti più tardi si è sentito male: dopo un’iniziale euforia, lo stordimento ha preso il sopravvento, fino a fargli perdere i sensi. Il referto del pronto soccorso parla chiaro: “Sospetta intossicazione da stupefacenti”. E’ quanto accaduto a un infermiere 33enne nella notte tra venerdì e sabato, durante un’uscita tra colleghi in un noto locale del centro di Ravenna. L’ipotesi che aleggia fra chi era con lui è netta: qualcuno avrebbe disciolto una sostanza psicoattiva nel drink che stava bevendo, forse, nell’intento di narcotizzare la collega, una ragazza tra l’altro bersagliata dalle attenzioni non gradite di uno sconosciuto piuttosto insistente. Una persona pure fotografata dal gruppo ancor prima che la serata prendesse una piega imprevista.

Erano circa le 3 di mattina quando i colleghi hanno accompagnato a casa il marito a peso morto, decidendo di temporeggiare per controllare l’evoluzione delle sue condizioni prima di chiamare l’ambulanza. Vedendo che le cose non miglioravano, hanno deciso di portarlo all’ospedale, dove l’uomo è stato sottoposto agli esami del sangue. Pur riscontrando la positività all’alcol, i test per individuare eventuali tracce delle principali sostanze stupefacenti come cannabinoidi, oppiacei, cocaina, barbiturici o metanfetamine, hanno dato esito negativo. Il sospetto è però un altro, e cioè che il cocktail dell’infermiere sia stato contaminato con la cosiddetta “droga dello stupro”, o comunque con una sostanza non immediatamente individuabile dagli esami di routine fatti al pronto soccorso. Il fatto che i ricordi di quanto accaduto nel corso della serata, da annebbiati, siano scomparsi completamente, si somma agli indizi che ora la moglie e gli stessi colleghi stanno cercando di ricomporre.

E’ la compagna del 33enne – a sua volta operatrice sanitaria – a riferire dell’episodio. «All’interno del locale c’era una persona che aveva manifestato interesse verso una collega di mio marito, le ha dato fastidio per tutta la sera, intromettendosi al punto da finire anche in alcune foto di gruppo». Ci sarebbe stato un momento di distrazione generale: «Stavamo ballando – spiega il 33enne – e a un certo punto mi sono assentato un attimo per andare al bagno appoggiando il drink su un tavolino, chiedendo a un amico di dargli un occhio, perché avevo notato aggirarsi quel personaggio losco. Quando sono tornato mi sono accorto che il gin tonic aveva qualcosa di diverso. Ho avvertito subito qualcosa di strano alla lingua e ho smesso di bere, poi ho accusato i sintomi tipici da assunzione di stupefacenti, o di una sbornia improvvisa ma senza essere ubriaco». Parla di perdita del controllo del corpo, stordimento, euforia, pupille ristrette e non più reattive alla luce. «Ero lucido nelle domande, ai miei amici dicevo di non essere ubriaco, ma mi veniva da dormire». La ragazza con la quale l’uomo stava condividendo il drink aveva bevuto solo qualche iniziale sorso, e non ha avvertito alcun malessere. «Quando mio marito è stato portato fuori nella speranza che si riprendesse, la collega è stata nuovamente infastidita dallo sconosciuto», continua la moglie.

La foto del cliente molesto è ora in mano al 33enne che annuncia di voler denunciare l’accaduto: «Non penso che quella sostanza fosse destinata a me, ma alla mia amica. E non posso immaginare quel che avrebbe rischiato se il bicchiere lo avesse preso lei».

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