Nel Cesenate molte prenotazioni a pranzo ma incognita pioggia

Mentre raccolgono le prenotazioni dei clienti che non vedono l’ora di tornare a godersi un pasto al ristorante, è una sola la domanda che assilla i ristoratori: «E se piove?». Da lunedì ristoranti e agriturismi sono tornati ad accogliere i clienti ma il decreto impone la possibilità di lavorare solo all’aperto. Come comportarsi nel caso in cui una pioggia improvvisa sorprendesse a tavola i commensali è la domanda sulla quale si sta arrovellando chi non può contare su spazi coperti.

«È già da una decina di giorni che arrivano prenotazioni per il fine settimana – racconta Matteo Pagliarani che insieme alla famiglia gestisce l’agriturismo La Clorofilla a Mercato Saraceno -, la gente ha proprio voglia di staccare e tornare a trovarci, ma lavorare in questa condizione è dura. Rischiamo di crearci una brutta reputazione e nel nostro lavoro il cliente è la priorità». Ma al netto di dubbi e timori, «siamo carichissimi e contenti di ritrovare i nostri clienti. Per questa estate abbiamo già prenotati 7 matrimoni e tra maggio e giugno cominciano cresime e comunioni».

Contenta per il riscontro dei clienti che non hanno fatto mancare le prenotazioni, Natascia Balducci, dell’agriturismo Capra e Cavoli a Montiano, non cela la delusione per i provvedimenti del governo: «Sono le regole di Topo Gigio. Come dovrei comportarmi se cominciasse a piovere a metà pranzo? Se pensano che mandi via i clienti si sbagliano. A maggio ho molte prenotazioni anche per cresime e comunioni. Dopo aver fatto la spesa e preparato dovrei mandare via le persone?».

I mesi di chiusura al pubblico sono stati vulcanici e creativi per l’Osteria dei Frati di Roncofreddo, di Valentina Grandotti e Giorgio Clementi, e l’Ossteria di Savignano, di Emanuela Turroni e Sergio Diotti. La famiglia, normalmente divisa tra i due ristoranti, si è riunita nel comune progetto della bottega Conserva che sorge nella stessa corte di Ossteria: «Grazie alla bottega abbiamo “guadagnato” un porticato con circa 25 coperti – racconta Sergio Diotti -. I clienti hanno voglia di tornare e ora abbiamo anche aumentato l’offerta, oltre alla pizzeria e all’osteria, con la bottega proponiamo anche dei menù per l’aperitivo». Anche l’osteria dei Frati ha approfittato della chiusura forzata per rifarsi il look: «Hanno sistemato la veranda e preparato il giardino», racconta Diotti. «In questi mesi abbiamo lavorato spesso insieme, unendo le due brigate di cucina. È stato un modo per tenerci attivi e propositivi in un periodo così difficile».

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