Naufragio del “Futuro”, esposto in procura sul cargo albanese

Naufragio colposo. Questo il reato che viene ipotizzato nell’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Rimini da Giovanbattista Policardi comandante e armatore del motopeschereccio “Futuro”, colato a picco lo scorso 25 marzo, 23 miglia al largo della costa di Cesenatico, dopo essere stato speronato da un cargo battente bandiera albanese, carico di massi destinati alla sbarco nel porto di Ravenna. Un incidente che per fortuna non è costato la vita a nessuno dei quattro componenti dell’equipaggio, del tutto inspiegabile, si cui stanno indagando Capitaneria di porto di Rimini
e Compartimento marittimo di Ravenna. La collisione, infatti, è avvenuta alle 7, con condizioni meteo marine perfette. C’è quindi da capire chi ha avuto una navigazione errata. Il “Futuro” quando è stato speronato stava calando le reti, mentre procedeva a una velocità tra i 4 ed i 5 nodi. Difficile poi non vedere un motopeschereccio di 24 metri: non è una vongolara. Di questo e altro viene fatto riferimento nell’esposto denuncia.

Ma non è l’unica novità. Policardi starebbe infatti vagliando l’ipotesi di far riportare in superficie il relitto, ora adagiato su un fondale a 40 metri di profondità. C’è da capire più che la fattibilità dell’intervento, il costo complessivo dell’operazione. Ovvero se è più conveniente rimettere in linea di galleggiamento il “Futuro” o acquistare un motopeschereccio nuovo. Bisogna infatti anche valutare l’entità dei danni procurati al fasciame dalla prua del mercantile. L’unità socia della Cooperativa lavoratori del mare, infatti, è colata a picco in una manciata di minuti. A dimostrazione che la falla provocata potrebbe essere addirittura non riparabile. Al momento gli unici che hanno potuto verificare lo stato dell’arte, sono stati i sommozzatori della Capitaneria di porto di Genova. Sono stati infatti loro, specializzati in interventi di difesa del mare, a immergersi per bloccare la fuoriuscita di carburante dai serbatoi. Lo hanno fatto “tappando” nelle ore immediatamente successive al naufragio, gli sfiatatoi. Di certo le operazioni sono state riprese o fotografate; e questo materiale potrebbe rivelarsi molto utile sulle decisioni da prendere da parte dell’armatore.

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