Natalini: la sfida dell’intelligenza artificiale

Natalini: la sfida dell'intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è una delle priorità dell’Europa e uno dei campi sui quali si gioca la competizione economica e tecnologica del futuro nonché la possibilità, unitamente alla de-carbonizzazione dei sistemi energetici, di creare nuovi e qualificati posti di lavoro, in particolare per i giovani e le donne di media-alta istruzione. Si tratta di una strada obbligata per incrementare la capacità industriale e tecnologica della UE, ma non semplice: la posizione competitiva del nostro continente, infatti, è indebolita dal basso livello di digitalizzazione delle imprese, in particolare di quelle di piccole e medie dimensioni (di cui l’Italia ha un primato mondiale), rispetto a quelle cinesi e statunitensi.

Ma cos’è l’intelligenza artificiale? E’ la tecnologia abilitante del nostro secolo a sostegno di svariati settori e campi di attività: industria, sanità, trasporti, città intelligenti, agricoltura, finanza, sicurezza informatica, patrimonio culturale.
La mancata disponibilità di dati, infrastrutture tecnologiche specializzate e di competenze in intelligenza artificiale (sui cui molto deve fare il sistema educativo) potrebbe dar luogo a nuovi fenomeni di delocalizzazione produttiva dall’Europa verso ecosistemi digitali più attrattivi a livello mondiale, in primis la Cina.
In effetti, la posizione competitiva dell’Europa è indebolita dal basso livello di digitalizzazione delle imprese, rispetto a quelle cinesi e americane: solo il 4% dei dati mondiali è archiviato nell’Unione Europea; solo il 25% delle grandi imprese dell’UE e il 10% delle PMI dell’UE ha utilizzato big data analytics; gli scienziati dei dati corrispondono a meno dell’1% dell’occupazione totale nella maggior parte degli Stati membri dell’UE.
Il possesso di dati, nel mondo contemporaneo, è potere. C’è molto da fare affinché l’Europa (e in essa il nostro Paese), la culla della prima rivoluzione industriale e di tantissime creazioni e invenzioni, rimanga un luogo competitivo, attrattivo e altamente innovativo.
Per tentare di recuperare il ritardo accumulato nei confronti della Cina e degli Stati Uniti, la Commissione Europea ha proposto di dedicare 1 miliardo l’anno all’intelligenza artificiale per il periodo 2021-207 facendo ricorso a due programmi tematici: Horizon Europe e Europa Digitale.
In Horizon Europe 2021-2027, l’Intelligenza artificiale dovrebbe superare la fase della sperimentazione tecnologica e passare ad una fase di sperimentazione normativa e di innovazione. La proposta della Commissione prevede per Horizon Europe una dotazione di 100 miliardi di euro. La dotazione effettiva sarà il risultato del duro negoziato in corso sul prossimo bilancio pluriennale 2021-2027 tra Commissione Europea, Parlamento e Stati Membri.
Gli schemi di finanziamento, che potranno essere utilizzati dalle singole imprese, sono due: il Grant Esploratore, ossia dalla tecnologia di base alla fase pre-commerciale, oppure il Grant Acceleratore, dalla fase pre-commerciale al mercato e lo scaling-up.
Il programma Europa Digitale 2021-2027, invece, è il programma della trasformazione digitale che promuove la creazione di uno spazio comune europeo dei dati. La dotazione di bilancio proposta dalla Commissione è pari a 9,2 miliardi di euro. I settori di investimento sono 5: Super-calcolo, intelligenza artificiale, cyber sicurezza, competenze digitali avanzate e garanzia dell’ampio utilizzo delle tecnologie digitali in tutti gli ambiti economici e sociali.
Attraverso Europa Digitale e con il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), l’UE ha l’obiettivo di creare una rete di Poli di Innovazione Digitale che favoriscano la trasformazione dei dati proprietari in bene pubblico. I Poli fungeranno da sportello univoco dove le imprese e il settore pubblico possono avere accesso alla tecnologia, alle prove e al supporto tecnico.
Si tratta di opportunità molto rilevanti che i Tecnopoli, le strutture universitarie insediate in Romagna, le imprese, la pubblica amministrazione, in un’ottica di rete e di condivisione, devono cogliere per elevare la competitività di questa area e creare posti di lavoro di alta qualità.
Economia digitale ed economia verde, integrate tra loro, sono il nostro futuro.
*Esperto di istituzioni, politiche e programmi dell’UE

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