Natale a Forlì, il vescovo: “C’è fame di luci che rompano la cappa di timori e di dolori”

“Vi auguro di sentire l’annuncio degli angeli, di mettervi in cammino e di avvicinarvi al grande mistero della presenza del Signore. E così troveremo la gioia. La fiducia di Dio nei nostri confronti, donandoci il Figlio, ci incoraggi nel dono della vita. Nel Bambino Gesù vediamo i bambini che nascono e quelli che non sono nati. La nascita di un bambino è segno di fiducia e di speranza. Il Natale 2021 sia per tutti un segno di speranza, come il nuovo anno 2022 che subito dopo accoglieremo”.

Così augura il vescovo, mons. Livio Corazza nel suo messaggio in occasione del Natale prendendo spunto dall’immagine della Natività del Beato Angelico conservata nei Musei San Domenico di Forlì: Maria e Giuseppe, in ginocchio accanto a Gesù, appena deposto sulla nuda terra, il bue e l’asinello inginocchiati, gli angeli festanti sul tetto della capanna.

“Il Bambino, pur attirando gli sguardi di tutti, sembra isolato – afferma il Vescovo – fra un po’, il cortile della grotta sarà animato dalla presenza dei magi e dei pastori, che poi se ne torneranno a casa, pieni di gioia. Si lasceranno alle spalle la capanna. E il bambino ritornerà ad essere di nuovo solo, con Maria e Giuseppe. Mi colpisce la solitudine del bambino. Temo che anche in questo Natale, dopo un po’ di confusione, Gesù tornerà ad essere lasciato ai margini della vita degli uomini. Mi ricorda il silenzio e la solitudine di tante nostre case, senza figli”.

“Ma la Natività ci parla anche (soprattutto!!) di fiducia – continua mons. Corazza – il Figlio di Dio, il Figlio che ci è stato donato, è la scommessa di Dio sugli uomini. Non sarebbe venuto fra di noi, se non avesse fiducia in noi. Dio Padre affida a noi, alla buona volontà di ciascuno di noi, suo Figlio. Maria Giuseppe sono i primi ad accogliere Gesù, ma non saranno gli unici. È vero, non tutti lo accoglieranno, molti (ieri come oggi) saranno indifferenti o ostili. Non tutti verranno alla grotta, non tutti si lasceranno sorprendere e convincere dal canto angelico che proclama la buona notizia, ma chi ha incontrato Gesù incontra la gioia. Il Signore continua a venire e continua a trovare uomini e donne che lungo la storia lo hanno accolto”.

“Molti hanno notato, quest’anno, l’abbondanza di luci nelle nostre strade e nelle nostre case – conclude il Vescovo – c’è fame di luce e di luci che rompano la cappa di timori e di dolori che hanno avvolto questo nostro tempo. Le luci ci ricordano che è Lui la luce del mondo. Con l’esperienza di questo virus e di questa pandemia, riusciremo anche a invertire il gelo di un mondo senza bambini? Auguro a tutti un Natale illuminato dalla luce di Gesù, per un anno nuovo più coraggioso”.

Il Vescovo presiederà le messe di Natale venerdì 24 dicembre alle 23 in Cattedrale e sabato 25 dicembre alle 11 nella Concattedrale di Bertinoro (diretta su Teleromagna).

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