Nasce una nuova comunità per la pesca di mare e di valle a Ravenna

Il progetto è in gestazione da molto tempo, essendo la pesca sostenibile uno degli argomenti che più sta a cuore a Slow Food e a una condotta “marinara” come quella di Ravenna. Ed ecco dunque arrivato il momento di presentare una nuova “Comunità del cibo della pesca ravennate di mare e di valle”, che verrà presentata domani in diretta streaming. L’appuntamento è per le 18.30 sulla pagina Facebook @slowfoodravenna e l’appuntamento, vista l’importanza, è inserito nella piattaforma di Slow Food Salone del Gusto-Terra Madre e si potrà quindi seguire in tutta Italia ma anche in tutto il mondo nella comunità internazionale che Terra Madre rappresenta. A presentare il progetto ravennate sarà Mauro Zanarini, responsabile pesca della condotta che aprirà la discussione, Paula Barbeito della Fondazione Slow Food per la Biodiversità e coordinatrice internazionale di Slow Fish, Massimo Modanesi presidente del Co.Ro.Mo. Consorzio romagnolo molluschicoltori, Simone Dacunto direttore del Cestha-Centro sperimentale per la tutela degli habitat, Sauro Alleati presidente della cooperativa La Romagnola, conduce Cristiano Amato.

Cosa sono le comunità del cibo

Le comunità del cibo sono i nodi della rete internazionale di Terra Madre. Per “Comunità del cibo” si intende un gruppo di persone che svolgono un ruolo attivo nel proprio sistema del cibo locale. Le comunità del cibo condividono i problemi generati da un’agricoltura intensiva lesiva delle risorse naturali, da un’industria alimentare e da un modello di distribuzione che mirano all’omologazione dei gusti e mettono in pericolo l’esistenza stessa delle piccole produzioni, e ne rappresentano una valida alternativa. Le comunità possono essere formate da agricoltori, pescatori, allevatori, fornai, norcini, cuochi, educatori, insegnanti, studenti, giornalisti, tecnici, co-produttori, medici e associazioni che operano nell’ambito delle povertà e delle disuguaglianze. Le comunità si impegnano quindi per migliorare il sistema alimentare locale a partire dalla valorizzazione delle produzioni locali, con particolare attenzione alla conservazione della biodiversità agroalimentare e degli ecosistemi, per garantire uno sviluppo locale economico, culturale, sociale e ambientale, armonico e rispettoso degli equilibri naturali. Con la loro visione e i loro saperi lavorano per promuovere una nuova gastronomia, fondata sulla tutela della biodiversità, la protezione dell’ambiente e il rispetto delle culture e delle tradizioni locali. Le comunità del cibo promuovono la filosofia di Slow Food in tutto il mondo.

Chi può aderire

Creato il contenitore ora lo si riempirà di contenuti, e questi saranno portati ovviamente dalle persone. «I soggetti che potrebbero aderire a questa nuova Comunità della pesca locale sono le cinque cooperative dei pescatori di valle e di mare, i tre negozi dei pescatori con vendita diretta del loro pescato all’interno del Mercato del pesce, il Cestha- Centro sperimentale per la tutela degli habitat, l’agenzia turistica Riviera Experience e alcuni ristoranti –spiega Mauro Zanarini di Slow Food–. Se sarà possibile, Covid permettendo, vorremmo presentare la partenza della comunità per il prossimo Slow Fish che si terrà a Genova dal 4 al 7 giugno 2021». La Comunità non parte da zero, comprende già il grande lavoro fatto sulle cozze selvagge pescate al largo di Marina di Ravenna, dove proliferano attaccate ai piloni delle piattaforme in disuso, nonché l’annoso impegno per rivendicare la regolarizzare della pesca in valle contrastando il fenomeno pressante del bracconaggio. «In prospettiva ci sono poi la valorizzazione della vongola nostrana attraverso la creazione di un vero e proprio Presidio Slow Food –aggiunge Zanarini –. Abbiamo anche un interessante progetto avviato con il Cestha per il recupero delle uova di seppia che finiscono nella rete dei pescherecci, questi possono affidarle al Centro che le rigenera rimettendole in mare affinché nascano nuove seppie».

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