Nasce la piccola de “L’Amorosa”, nuova osteria in città

«Ho studiato cinema all’università, poi ho lavorato in un’agenzia di marketing. Ma mi sono resa conto che quello che volevo davvero era portare avanti il lavoro di famiglia, quella tradizione, soprattutto umana, in cui sono nata e cresciuta». Stella Tartagni ha 25 anni e lunedì ha aperto la sua osteria, L’Amorosina, figlia sia in senso biologico che culinario della storica L’Amorosa di via Ravegnana. «I miei genitori, Daniele e Luisa, dal 2000 gestiscono L’Amorosa – spiega Stella – da loro ho appreso l’amore per il lavoro della ristorazione e mi sono innamorata dell’atmosfera dell’osteria. Da quando ero bambina, i miei vivevano praticamente dentro all’osteria e io con loro. I miei baby sitter erano i camerieri e i clienti affezionati». «Sono persone “vecchio stampo”, i miei genitori – dice ancora la 25enne Stella – e sono riusciti a trasmettermi i valori dell’autenticità e dell’originalità». In via Theodoli 6, poco distante dai musei San Domenico, da lunedì ha preso vita L’Amorosina, che come a L’Amorosa ai tavoli serve le prelibatezze romagnole e continua a deliziare gli occhi e il palato con gli sforzi delle “azdore” che tirano “in bella vista” la sfoglia a mano con il mattarello. E sono proprio il senso dell’autenticità e del sacrificio appresi dai genitori che hanno spinto Stella a intraprendere l’avventura dell’osteria, nonostante i venti di pandemia non ancora del tutto placati.

La ribellione

«È una cosa che mi sento nel dna – ammette candidamente Stella – ho scelto di lanciarmi in questo progetto nonostante il momento storico che stiamo vivendo perché voglio dare un segno di rottura, di ribellione, rispetto alle dinamiche e le logiche che si stanno affermando nel mondo della ristorazione». Stella fa riferimento ai locali che «si sono venduti alle piattaforme di delivery, che hanno alzato i prezzi, che hanno trattato i dipendenti come numeri per sopravvivere nei mesi di pandemia». A guidarla nell’acquisizione della consapevolezza, l’esempio del padre, che «ha fatto i salti mortali ed è riuscito a non mettere in cassa integrazione i dipendenti, e al contrario di altri, ha abbassato i prezzi dell’asporto invece che alzarli per venire incontro ai clienti». L’”anima” de L’Amorosina, infatti, è la stessa de L’Amorosa, «un nome – spiega Stella – che è stato dato in onore a mia mamma, cuoca del ristorante, a significare “colei che cucina con amore”». Anche l’osteria di via Theodoli, infatti, che Stella condurrà insieme alla madre e al socio Emil Mingozzi, «avrà piatti abbondanti e prezzi democratici, una vera osteria popolare».

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