Nasce “Documentando”, archivio doc della Regione

Si arricchirà già oggi, con la pubblicazione di Isola delle Rose. La libertà fa paura del collettivo riminese Cinematica (Stefano Bisulli, Vulmaro D’Oronzo, Giuseppe Musilli, Roberto Naccari) il catalogo della piattaforma digitale di conservazione e di visione in streaming di documentari Documentando “inaugurata” ieri dall’associazione Der – Documentaristi dell’Emilia-Romagna con la collaborazione della Regione e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

160 lavori di 68 autori

Si comincia con 160 documentari di 68 autori, che spaziano fra il 1996 e il 2020, recuperabili anche attraverso una suddivisione per argomenti: ambiente, arte e architettura, biografia, cultura e tradizioni, politica, società, spettacolo e musica, sport, storia.

Fra i registi romagnoli presenti, gli imolesi Margherita Ferri e Massimiliano Valli, il faentino Alessandro Tamburini (l’autore più presente al momento, con cinque lavori, fra cui Mai senza. Sessualità nella terza età con Lino Banfi, Tinto Brass, Milly D’Abbraccio, Sandra Milo, Giuliano Montaldo, Marco Pannella e Paolo Villaggio), il cotignolese Matteo Pasi (con Un solo errore sulla strage alla stazione ferroviaria di Bologna del 2 agosto del 1980), la cesenate Valentina Giovanardi e il collettivo Giu. Gruppo Inutili Uniti anch’esso di Cesena.

Archivio vivo

Nelle intenzioni dei suoi ideatori, Documentando è «un archivio online in continua espansione che si prefigge di diventare un punto di riferimento nel mondo dell’archiviazione e divulgazione dei film documentari – spiega Enza Negroni, presidente dell’associazione –. Una piattaforma on demand dalle enormi potenzialità culturali, in grado di aggregare e dare visibilità in streaming a opere ormai fuori dal circuito commerciale, evitandone la dispersione e garantendone la sopravvivenza a tutto vantaggio degli autori e delle generazioni future».

Insomma, «un archivio di valore storico-culturale inestimabile – rimarca – che nei prossimi mesi sarà ampliato con l’implementazione di ulteriori servizi, come quello di digitalizzazione di materiali in formati obsoleti e di trasformazione in file adatti allo streaming, in modo da includere anche opere meno recenti, assicurando una proposta sempre più variegata e estesa».

Non mancheranno iniziative online di presentazione dei film e di incontro con gli autori per coinvolgere il pubblico interessato. Così come rimane aperta la possibilità di proiettare i documentari nei cinema: la piattaforma, infatti, non si pone in concorrenza con le sale.

Documentando si inserisce nel «grande mondo archivistico e bibliotecario che è un campo di azione importante per la nostra Regione – commenta Mauro Felicori, assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna –, ed è l’esito positivo di un dialogo avuto tempo fa quando, nel pieno dell’epidemia, tutti cercarono di industriarsi per capire come mantenere alta l’attenzione mentre calava la fisicità dei rapporti».

In questo senso, Documentando è “erede” dell’esperienza della piattaforma Doc a casa.

www.documentando.org

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