Chi l’avrebbe detto che nella lotta contro la pandemia potrebbe essere utilizzata una sorta di “arma segreta” capace di annientare il Covid. Si tratta di una pittura ideata e fabbricata a Rimini, per l’esattezza dal Colorificio Mp. L’hanno già ribattezzata vernice anti-Covid. Per ora esistono quelle in grado di neutralizzare i batteri e abbattere l’inquinamento atmosferico, ora si sta studiando una versione per i virus. Un’azienda specializzata ha segnalato il progetto agli Stati uniti d’America.

L’America ci guarda

La vernice che “disattiva” il virus è stata selezionata dalla “Roncucci & Partners”, società di consulenza che ha vinto il bando promosso dall’agenzia UsAid. L’obiettivo: aiutare le imprese italiane nella missione anti Covid. All’inizio sono state selezionate 412 ditte, poi ridotte a 25, alla fine del percorso esiste la possibilità di attirare finanziamenti e aprire le porte a un mercato potenzialmente illimitato. Una delle 25 società è il Colorificio Mp con sede a Viserba. Il titolare è Fabrizio Moretti, ex presidente della Camera di commercio, che ammette: «All’inizio avevo preso un po’ sottogamba la pandemia, poi i miei figli mi hanno richiamato all’ordine».

“Stiamo lavorando”

Il Colorificio Mp non è nuovo a imprese del genere. «Già nel 2004 – racconta Moretti – al Made Expo abbiamo presentato, fra i primi in Europa, la pittura fotocatalitica, sia per interni sia per esterni. La fotocatalisi è un sistema che permette di abbattere la contaminazione batterica e l’inquinamento atmosferico nell’ambiente circostante».

Come si chiamano le due vernici?

«Purifica e Rigenera. Sono da tempo in vendita, ma l’impatto è stato quasi zero. Adesso con la pandemia la situazione è cambiata, cominciano ad avere un mercato».

Virus sotto attacco

Dopo i batteri e l’inquinamento, ecco i virus e quindi il Covid. «Quest’anno la Regione ha attivato un bando legato alle misure per provare ad abbattere la pandemia e noi abbiamo partecipato con il nostro progetto in collaborazione con Tecnopolo e Ciri Frame. In questo momento siamo in una fase di working progress, stiamo testando la pittura insieme all’Università di Bologna per monitorare l’abbattimento virale».

Quando pensate di concludere la sperimentazione? «Più o meno verso la fine di febbraio».

Qual è il procedimento sul quale si base la distruzione dei batteri e (si spera) dei virus e quindi del Covid?

«All’interno della pittura viene inserito il biossido di titanio, il principio che sviluppa la fotocatalisi».

Nello specifico? «La superficie trattata con questa vernice, quando viene colpita dalla luce solare, oppure da quella artificiale, sviluppa il processo di purificazione. Per quanto riguarda la parte batterica i test sono conclusi da anni, per i virus il procedimento è in corso, contiamo di dare buone notizie al più presto».

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