Nasce a Forlì il festival “Lucy”, arti e tecnologia dopo il Covid

È il numero zero l’edizione 2022 del Lucy festival di arti performative e linguaggi della scena technologically oriented, che Sblocco5 presenta con il centro di produzione Elsinor e il teatro Testori di Forlì, «tutori – commentano Giuditta Mingucci e Gianluca Balestra – di una realtà di giovani ormai capaci di camminare con le proprie gambe».

Diretto da Ivonne Capece e Micol Vighi «Lucy è un festival multisciplinare – spiega Capece – nel quale ha un forte ruolo anche l’allontanamento forzato dalle scene causato dalla pandemia. Il festival anzi in qualche modo è figlio del Covid, e della necessità per gli artisti di interrogarsi sulla compatibilità fra arte e scienza, fra creazione, tecnologia e multimedialità».

Esemplare lo spettacolo di inaugurazione “Frankenstein” di Sblocco5 al Testori il 2 dicembre (ore 20.30). Diretto da Capece, è un lavoro di teatro con video, ologrammi, cuffie wireless e la binaural dummy head, il microfono a forma di testa che riproduce il suono «reagendo come una scatola cranica, con un effetto di avvicinamento massimo alla scena da parte del pubblico».

Si prosegue (ore 22.15) con il talk di Dirk Neldner, direttore artistico del progetto europeo Play on di cui “Frankenstein” fa parte.

Il 3 dicembre il Testori ospita “Lucy experience” (ore 19) che coinvolge Simone Arganini del Collettivo Cinetico con “Chasing” mentre alle 20.30 tocca a Michele Di Giacomo con “I’m not what I am”, lettura multimediale ispirata a “Otello” di Shakespeare. Con lui, Ivonne Capece e la performance video realizzata dagli allievi dell’alta formazione Cross. Conclusione (ore 21.30) con “Conversio/esodo”, estratto video da “Orestea” di Eschilo della compagnia Anagoor, drammaturgia e regia di Simone Derai.

Il 4 dicembre il festival fa tappa al Dams Lab/Auditorium di Bologna con il progetto “Lucy in the sky”: Matteo Casari e i suoi collaboratori mettono in atto un esperimento su creatività e robotica per cui dopo la conferenza “Grado di libertà n.1” che descrive l’esperimento (ore 15), alle 16 “Grado di libertà n. 2” propone il confronto fra la coreografia di Carlo Massari affidata a trenta danzatori dell’Accademia Anfibia e quella generata da un algoritmo e realizzata dal robottino Nao.

Il 7 dicembre si torna a Forlì, con “Century n.1 politically connected” (20.30): la compagnia ravennate Erosanteros presenta “Libia” tratto dall’omonima opera di Francesca Mannocchi e Gianluca Costantini, e alle 22.15 “Mirage/Forse una città” è una installazione con performance vocale di Collettivo Ada. Alle 22.30 Davide Sacco e Agata Tomšič illustrano Polis festival e progetto Gaia, Pasquale Passaretti parla degli spettacoli di Ada del 2023.

Infine, l’8 dicembre, ancora al Testori, per “Century n.2 politically connected” (ore 20.30), sipario su Sblocco5 e il suo “Dux pink”, e dalle 22 si svolgono “Party del corpo vol. 2”, videoperformance di Massimiliano Briarava ispirata alle “Metamorfosi” di Ovidio, il talk con l’artista e con Federico Bellini.

www.sblocco5.com

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