Narcolessia, il sonno all’improvviso

Quando durante il giorno si continua a dormire, o vengono improvvisi attacchi di sonno, e quando questo accade anche durante i momenti più belli e avvincenti (come, per esempio, mentre si sta parlando), il neurologo può presentarsi con una diagnosi: la narcolessia. Compare soprattutto tra i bimbi, con picchi attorno ai 15 anni, e poi tra i giovani adulti, fra i 30 e i 35. È caratterizzata dall’incapacità del cervello di regolare in modo fisiologico i ritmi sonno-veglia. Si entra nella fase Rem del sonno profondo dopo appena un quarto d’ora. La malattia non è sempre facile da diagnosticare: in tutta Italia quelli con una diagnosi certa sono solo duemila. Pochi, troppo pochi. Almeno, così è per il mondo clinico che fa una fotografia implacabile su una condizione di tanti che hanno il disturbo ma non hanno le cure adeguate.

«Il paziente affetto da narcolessia si trova a fare i conti con una patologia rara, scarsamente diagnosticata e molte volte confusa con altre malattie. Si tratta di un paziente che può trascorrere anni in cerca di una diagnosi certa e che può subire grandi ripercussioni emotive dovute all’incomprensione dei sintomi da parte di familiari, amici e colleghi», spiega Massimo Zenti, presidente di Ain, l’Associazione italiana narcolettici e ipersonni. «È altamente sotto-diagnosticata, tanto che in Italia solo il 10% dei pazienti ha ricevuto una diagnosi – sottolinea Giuseppe Plazzi, responsabile del Centro Narcolessia dell’Irccs, Istituto delle scienze neurologiche di Bologna e presidente dell’Aims, l’Associazione italiana di Medicina del Sonno – Esistono dei campanelli di allarme, le Red Flags, che potrebbero consentire una diagnosi più rapida, ma purtroppo non sono ancora diffusamente conosciuti».

Ma quali sono le “red flags”, cioè le “bandiere rosse”? In età adulta sono due: l’eccessiva sonnolenza diurna (che si presenta con attacchi di sonno e modifiche dell’alternanza sonno-veglia), e la cataplessia (si ha una perdita di tono muscolare, cadendo in terra, pur rimanendo cosciente e si hanno interruzioni nel parlare o di altre azioni, per una durata che può andare da alcuni secondi a pochi minuti). Altri sintomi possono essere le allucinazioni, una paralisi del sonno, una notte passata a dormire in modo disturbato. Uno, in Romagna, è il centro di riferimento contro le narcolessie: è all’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì. E due le strutture a Bologna: uno, al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi e l’altro all’Ospedale Bellaria.

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