“Napoli-Ravenna sola andata”: un poliziotto fuori servizio scopre la truffa dell’iPhone

Da Napoli a Ravenna per comprare due Iphone di ultima generazione da Mediaworld. Se pensate che attraversare mezzo Stivale per fare l’acquisto in una catena onnipresente in tutto il Paese sia strano, ancor più sospetto è il modo in cui venerdì scorso i due acquirenti hanno cercato di saldare il conto, per la bellezza di circa 2.500 euro: è stata una trafila di tentativi con carte di credito salvate nella memoria di diversi cellulari e telefonate per ottenere i codici di autorizzazione al pagamento raggirando gli sventurati titolari. Una scena osservata da un poliziotto fuori servizio, che insospettitosi ha chiamato i colleghi delle Volanti e della Squadra Mobile, smascherando un’articolata operazione di phishing. I due clienti, un 20enne e un 32enne entrambi provenienti dal capoluogo campano e con precedenti specifici, sono stati denunciati per indebito utilizzo di carte di credito.

L’episodio è avvenuto intorno alle 13. I due truffatori avevano a disposizione ben cinque telefonini, che avevano in memoria undici diverse carte di pagamento elettroniche, verosimilmente clonate. Nemmeno una di queste, infatti, era intestata a loro. Per funzionare, il raggiro sfruttava tre informazioni fondamentali: il numero della carta, il nome e il contatto telefonico del titolare. Quest’ultimo veniva contattato e informato di un tentativo di acquisto in coso, chiedendo di comunicare un codice ricevuto via messaggio per bloccare l’operazione. In realtà il pin altro non era che il numero per autorizzare il pagamento.

Venerdì il primo tentativo non ha dato l’esito sperato. Così i due ragazzi hanno provato con un’altra tessera, senza notare tuttavia che la persona alle loro spalle stava seguendo con attenzione tutta la scena. Quando sul posto sono arrivate in forze le pattuglie della polizia di Stato, la truffa è stata smascherata. È emerso nel corso degli accertamenti, che i due erano arrivati in città da pochi giorni e si sarebbero trattenuti il tempo necessario per compiere qualche raggiro, prima di tornare a casa. E’ stato nel corso della perquisizione e del successivo sopralluogo nell’alloggio in cui si erano stabiliti, in città, che sono stati sequestrati i cinque telefonini con le carte salvate. Interrogati in merito ai dati riservati in loro possesso, i due hanno dichiarato di averli carpiti attraverso un sito informatico straniero. Saranno però le indagini della Mobile ad andare a fondo sul loro canale di approvvigionamento, volte a verificare la possibilità che si tratti di carte a tutti gli effetti rubate a proprietari in attesa di riceverne una sostitutiva. Intanto, nei confronti dei due è stata proposta una misura di prevenzione, che è probabile che si traduca in un ordine di allontanamento. Nel frattempo i titolari delle carte violate saranno avvisati, ed è facile che ricevano il consiglio onde evitare future truffe simili: in caso di richieste di codici e dati personali, meglio prendere tempo e verificare sempre tramite i numeri ufficiali degli istituti di credito.

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