CERVIA. Natura, architettura e musica si incontrano in perfetta armonia sotto il cielo stellato di Cervia. Un bosco, ma in verticale; in piena regola, 700 alberi e sottobosco compresi, ma su poche centinaia di metri quadri di superficie urbana. Dov’è il trucco? Nell’alleanza fra uomo e natura che anima il lavoro di Stefano Boeri, architetto di fama mondiale (archistar per i più social) e ideatore del rivoluzionario e iconico Bosco Verticale di Milano, una nuova generazione di edifici urbani avvolti da alberi e piante. Questa sera alle 21.30 all’Arena dello Stadio dei Pini Boeri è ospite di Ravenna festival all’interno della rassegna Per l’alto sale. Il trebbo in musica 2.0. L’appuntamento si concentra sul binomio “architettura e natura”: quello dello sviluppo ecosostenibile è un tema sempre più urgente e profondamente appropriato per una città che ha saputo istituire già nel lontano 1973 il Premio CerviaAmbiente.
Accanto a Boeri, Paolo Fresu, idolo jazz a tutte le latitudini; alle evoluzioni della sua tromba si unirà il virtuoso bandoneon di Daniele Di Bonaventura.

Ogni città è davanti a un bivio
Ci saranno conseguenze: la violenta invasione de parte dell’uomo ai danni dell’ecosistema rischia di danneggiare irreparabilmente il delicato equilibrio che permette la vita sul pianeta. La stessa pandemia che ha colpito, sta colpendo, la popolazione di cinque continenti rende ancora più incalzante la riflessione sulle dinamiche dello sviluppo, della globalizzazione, del mondo interconnesso di cui siamo parte. Così ogni città è davanti a un bivio: può continuare a crescere, divorando il suolo agricolo, boschi, porzioni di natura, riducendo la biodiversità dei territori, oppure farsi protagonista di una nuova alleanza tra uomo e natura.
Il Bosco Verticale di Stefano Boeri è un dispositivo architettonico di forestazione urbana con l’obiettivo di migliorare la qualità e varietà della vita quotidiana nella città contemporanea. La vegetazione non solo riduce l’isola di calore urbana, l’inquinamento e i consumi energetici; ma favorisce la creazione di ecosistemi urbani complessi moltiplicandone la biodiversità (sono già 20 le specie che hanno nidificato sugli alberi del Bosco Verticale). Un’eco della stessa preoccupazione per la convivenza fra uomo e natura si riflette a Milano Marittima, che tra il 1911 e il 1912 trasformò in realtà il progetto della “città giardino” firmata dal pittore Palanti.
«La natura è architettura»
«Io credo che la natura sia architettura, l’architettura è qualcosa che utilizziamo per armonizzare la natura e gli spazi», riflette Paolo Fresu, artista generoso, instancabilmente creativo che dal cuore della Sardegna sa parlare al mondo intero.
«Da questo punto di vista l’architettura può insegnarci a riarmonizzare le nostre azioni e a convivere con la natura, anche grazie alla musica. In musica si parla di architettura come qualcosa che permette di costruire un pensiero corretto, armonico, ma la musica è di per sé natura: gli strumenti della musica sono strumenti creati dalla natura, un violino è fatto da un albero, la tromba è di metallo e sfrutta il principio naturale degli armonici. Ben venga la musica se può contribuire a far capire che architettura e natura sono totalmente in sintonia».
Come è in sintonia la tromba di Fresu con il bandoneon di Daniele Di Bonaventura. Compositore, arrangiatore, pianista e bandoneonista, nonostante la formazione colta Di Bonaventura privilegia da sempre la dimensione improvvisativa – dal classico spazia al jazz, tango, world music, con incursioni nel teatro, nel cinema e nella danza.
Biglietti: posto unico 10 euro, under 18 5 euro. L’appuntamento è in diretta streaming su www.ravennafestival.live; Info: 0544 249244; www.ravennafestival.org

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