Museo del tartufo in arrivo: storia, tradizioni e degustazioni

Il conto alla rovescia è scattato e all’ombra di Rocca Fregoso si sta lucidando a dovere l’ultima gemma: alla Fiera del Tartufo nata nel 1985 e in breve assurta al rango di manifestazione a carattere nazionale si sta aggiungendo la ciliegina sulla torta di un vero e proprio Museo del tartufo. Ad annunciarlo è Franco Vicini, vice sindaco fra i padri fondatori dell’evento autunnale dedicato al prezioso tubero.

Come nasce l’idea di un Museo del tartufo?

«L’iniziativa prende le mosse da un accordo stipulato tra la passata amministrazione e la Pro loco dopo un contributo europeo di 90.000 euro concesso dal Gal per il recupero di un edificio storico da destinare a museo per la valorizzazione di un’eccellenza territoriale. Si è quindi pensato a quello che ogni santagatese conosce come il P’ladur, ovvero Pelatojo, l’oramai cadente Mattatoio di origine ottocentesca a lungo servito ai bisogni della comunità ma di cui le leggi europee hanno inibito l’uso».

Come procedono i lavori?

«Ho fatto un punto con Pro loco un mesetto fa e nonostante la pandemia e tutte le difficoltà che ne conseguono c’è stato uno sforzo davvero superiore a ogni aspettativa sotto ogni punto di vista, sia economico che della ricerca dei contenuti. Voglio ringraziare l’associazione per come si sta spendendo, in primis Marco Davide Cangini e Fulvio Bettini che hanno compiuto un incalcolabile atto d’amore per il paese. Oltre al nostro Ufficio tecnico, che con il vecchio e nuovo dirigente ha portato e sta portando avanti un ottimo intervento, e i tantissimi volontari protagonisti».

Come sarà articolato il Museo?

«In diverse sezioni, tra le altre “La Fiera nazionale del tartufo di Sant’Agata Feltria”, “La cerca del tartufo con il maiale”, “Il cane da tartufo”, “Habitat del tartufo quale strumento di sostenibilità”, “Coltivazione delle piante tartufigene”, “Le varietà commestibili più diffuse” e “La storia del tartufo”. Offriremo visite sorprendenti e spettacolari tra pannelli con immagine, documentazione multimediale attraverso l’utilizzo di proiettori a soffitto, ricette a parete di uno chef stellato e possibilità di degustazioni in certi periodi dell’anno».

Avete già in mente una data per il taglio del nastro?

«I lavori saranno ultimati in una ventina di giorni e stiamo preparando una grande festa d’inaugurazione, con tutte le precauzioni del caso e rispettando ogni disposizione anti contagio. Probabilmente a giugno, quando speriamo che qualche evento in presenza sia consentito, ma in qualsiasi forma sarà comunque un brindare alla ripresa della vita».

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