Multata sul bus “senza il tempo di comprare il biglietto”

La prima multa sull’autobus, per chi fa un uso abituale e regolare di questi mezzi, è sempre quella che fa più male. Una dimenticanza può capitare, tuttavia quanto raccontato da una giovane riminese in una circostanziata lettera fa pensare, soprattutto per quel che riguarda il sistema di acquisto di biglietti, controllo e gestione del reclamo a terra. La giovane, studentessa di Beni Culturali a Ravenna ormai da 4 anni è fruitrice abituale di Start Romagna. «Ho sempre effettuato l’acquisto del biglietto, tant’è che non sono mai stata sorpresa senza di esso». La giovane si trovava a Marina nella mattinata di lunedì ed ha preso il bus per tornare a Ravenna. «Come impongono le norme anti-covid, salgo dall’entrata posteriore ma solo dopo essermi accertata che a bordo fosse presente la macchinetta per effettuare il biglietto. Essendo la strada piuttosto tortuosa, mi appoggio ad un posto libero per poter prendere dal mio portafogli i soldi da inserire nell’erogatore». Trovati i soldi, «mi alzo e mi dirigo verso di esso, ma prima che potessi raggiungerlo alla fermata subito dopo la mia salgono tre controllori, che prontamente mi chiedono il titolo di viaggio. Io con toni pacati gli riferisco che il motivo per cui mi trovavo in piedi era perché mi stavo accingendo ad acquistarlo».

La multa

Qui nasce il problema perché il controllare chiede alla giovane dove sia salita, lei risponde a quella precedente ma l’autista, interpellata dal controllore, risponde che è salita «alla fermata del semaforo». «Il controllore quindi si rivolge verso di me dicendomi che non ero salita alla fermata precedente, bensì tre fermate prima. Io sbigottita ripeto sempre con tono pacato, che la prima fermata effettuata da quando ero salita era quella attuale». Va detto che le fermate a Marina sono molto ravvicinate e, anche se in effetti il bus dovesse averne percorse tre, significherebbe un lasso di tempo di circa un minuto. Nonostante le proteste della giovane i controllori la multano. Lei firma sul tablet, dove non si legge quanto riportato se non dopo la stampa, e non ha il tempo di contestare quanto scritto perché nel frattempo i controllori in borghese scendono. Nella multa ci sarebbero a suo dire diverse incongruenze (sottolineate nelle immagini che pubblichiamo), a partire dal luogo della sanzione (è indicata Casal Borsetti) fino al fatto che l’autista avrebbe confermato che la ragazza era sul bus da più fermate. Recatasi negli uffici per il reclamo le cose non sono andate meglio: gli impiegati hanno negato che esistano macchinette erogatrici di biglietti e dicono alla giovane che il reclamo non sarà preso in considerazione. «A mia difesa, per dimostrare che anche questa affermazione è falsa, sempre nel documento che mi è stato rilasciato viene riportato che l’emettitrice elettronica è raggiungibile e funzionante».

La replica di Start Romagna

Questo quanto scrive riguardo la vicenda Start Romagna. “A proposito della lettera inviata ai media dalla studentessa universitaria riminese e multata a Marina di Ravenna, nella quale erano presenti pesanti insinuazioni sull’operato del personale bordo del bus sul quale è stata multata per mancanza di un regolare titolo di viaggio, Start Romagna comunica di aver immediatamente disposto un’indagine interna per verificare quanto dichiarato. A conclusione delle verifiche, l’Azienda precisa: la prima condizione indispensabile per salire a bordo di un bus è possedere un regolare titolo di viaggio. E’ possibile acquistare il biglietto alle rivendite o tramite app, dal momento che la vendita a bordo è interdetta da mesi. Ciò è ben segnalato anche all’esterno dei mezzi ed è una limitazione adottata in questa lunga pandemia. Recentemente i mezzi di Start Romagna sono stati dotati di apparati EMV che consentono l’acquisto con carte di credito o virtualizzate che, nel bacino di Ravenna, sono gli unici dispositivi per l’acquisto a bordo del mezzo. In caso di controllo da parte dei verificatori il cliente deve già essere in regola con titolo acquistato e convalidato. Ciò sarebbe stato possibile alla studentessa nel tragitto effettuato dall’autobus dal momento della salita a bordo della cliente al momento del controllo utilizzando il pagamento digitale. Le relazioni interne richieste sono difformi dai contenuti espressi dalla studentessa anche sui tempi di salita sul bus, ma ovviamente siamo disponibili ad un confronto per chiarire dubbi e fraintendimenti. Sulla presunta irregolarità segnalata dalla studentessa, ossia l’indicazione del luogo “zona Casal Borsetti”, questo si riferisce al codice della zona tariffaria, unica per tutto il litorale (Marina di Ravenna, Punta Marina e Marina Romea) e non al luogo della sanzione. L’azienda non mette in dubbio che la ragazza abbia agito in buonafede e si rammarica per l’accaduto, ma tiene anche a precisare che il verificatore ha agito nel pieno rispetto delle norme che regolano il viaggio. Qualora invece si volesse arrivare ad estremi di denuncia, si aprirebbe la possibilità di verificare le immagini interne che solo in questo caso possono essere visionate. Start Romagna ricorda che è sempre possibile presentare ricorso ma che la sanzione, se non pagata entro i termini, procede nel suo iter di riscossione secondo quanto stabilito dall’Agenzie delle Entrate. Infine Start Romagna è assolutamente decisa a tutelare l’immagine dell’azienda, l’operato degli autisti e dei collaboratori esterni. Ovviamente è disponibile ad un confronto e a valutare errori umani che possono sempre accadere. Ma non accetta di essere esposta ad accuse di questo tipo, in assenza oltretutto di fatti inconfutabili”.

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