Multa per Covid, avvocato di Rimini fa ricorso a Strasburgo

Sanzioni Covid, avvocato riminese presenta ricorso a Strasburgo. Fiato sospeso per una pronuncia che potrebbe far giurisprudenza entro e fuori confine. L’episodio è avvenuto alle 15,25 del 5 aprile 2021, giorno in cui cadeva il lunedì di Pasqua.

La vicenda

Cristina Bracci, italiana residente a Rimini e avvocato di professione, aveva deciso di recarsi in un bar-ristorante del Titano con figli al seguito e compagno, peraltro residente a San Marino.

La spensieratezza del gruppo viene interrotta quando entra per effettuare controlli la Polizia civile, contestando alla donna la violazione dell’articolo 2 del Decreto legislativo 62. Tradotto: Bracci non aveva un giustificato motivo per trovarsi lì. Batosta che si materializza in una sanzione da 500 euro. Ma il legale non ci sta, perché la sua era una visita al compagno e tornata a casa prepara il ricorso da indirizzare alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Cedu).

Le misure in vigore

Il Decreto in questione, emanato il 31 marzo 2021, aveva stabilito che gli spostamenti all’interno del Titano in corrispondenza del weekend di Pasqua, fossero consentiti tra le 5 e le 20. Al di fuori di questa finestra temporale, i movimenti erano possibili solo per comprovate esigenze lavorative e motivi di salute ma anche situazioni di urgenza, o visite a un familiare di primo grado. Ma non solo. Nella selva di regole, anche gli spostamenti tra Italia e San Marino, esattamente come quelli dettati da motivi di lavoro, salute e necessità, dovevano essere giustificati mediante apposita autocertificazione. Ai sammarinesi era inoltre consentito, ma una sola volta al giorno, recarsi in un’altra abitazione in Emilia Romagna o nelle Marche con due persone, oltre a quelle già conviventi nella casa di destinazione, portando con sé figli under 14 e persone non autosufficienti. Senza dimenticare che il coprifuoco sul Titano era alle 20 e non alle 22 come oltreconfine e che bar e ristoranti dovevano abbassare la saracinesca alle 15,30 per il contrasto alla diffusione del virus.

Grande attesa per la sentenza

Per la sentenza serpeggia ora viva attesa perché potrebbe creare un precedente di rilevanza. In caso di accoglimento da parte della Corte europea chi ha ricevuto una stangata analoga potrebbe seguire lo stesso percorso legale di Bracci. E le istituzioni dovrebbero adeguarsi a un’eventuale, storica pronuncia.

Via le mascherine al chiuso, mentre discoteche e locali riaprono le danze, ma solo per chi può esibire il Green pass. Arriva un nuovo allentamento delle misure anti Covid, che conferma il passaggio graduale alla normalità. È stato ratificato ieri il Decreto che, emanato il 18 febbraio scorso, sarà in vigore sul Titano sino alla fine dell’emergenza sanitaria, fissata al 31 marzo.

Tra gli emendamenti approvati in aula spicca lo stop per le mascherine al chiuso in qualsiasi luogo, compresi gli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Resta quindi “vivamente consigliato” il loro uso, ma solo qualora non sia possibile mantenere un distanziamento superiore al metro e mezzo, così come in generale sui mezzi del trasporto pubblico. Cade anche l’obbligo di indicare la capienza massima per gli edifici. Obbligatorio invece l’uso delle mascherine Ffp2 dentro gli ascensori. Niente di nuovo infine sul versante green pass che rimane lasciapassare indispensabile, per accedere a locali, luoghi deputati alla cultura, nonché all’ambito sportivo. In ripartenza invece disco e sale da ballo, pronte ad accogliere chi sia provvisto di certificazione verde, non solo per quanto concerne la clientela, ma anche sul fronte del personale. Intanto risultano invariate sia la durata della documentazione sanitaria, sia l’obbligo della vaccinazione o guarigione per tutti gli operatori sanitari di San Marino.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui