MotoGp, Pernat: «Il mio Bastianini è come un fungo porcino»

Carlo Pernat è il manager di Enea Bastianini e uno dei volti noti della MotoGp. Ex direttore sportivo di Cagiva e Aprilia, ha seguito la carriera di Loris Capirossi, Marco Simoncelli e ora è assieme al nostro Bestia (e anche al fianco di Arbolino, talento della Moto2).

Carletto avete vissuto una notte di festa?

«Cosa vuoi festa…, non si possono bere alcolici in Qatar. Ma siamo stati svegli fino alle 2, poi sveglia alle 5 e finalmente sono arrivato a Genova cotto ma felice».

Si aspettava una vittoria di Enea così presto in questo 2022?

«Me l’aspettavo si. Quando ho iniziato a collaborare con lui (dopo la brutta stagione nel team Estrella Galicia, prima della rinascita nel Leopard Moto3 e del passaggio in Moto2 con Italtrans per un fantastico biennio segnato dalla vittoria iridata, ndr) gli ho detto che avrebbe vinto il titolo Moto2 e MotoGp. Gli ho messo a fianco tecnici esperti, come Sandi (capotecnico in Italtrans, ndr) e Giribuola (l’ingegnere “Pigiamino” ex capotecnico di Dovizioso, ndr) ed ecco i risultati. Ha lavorato sul tempo sul giro ed è migliorato».

Cosa è cambiato rispetto al 2021?

«C’è stato un salto mentale: sabato gli hanno tolto il miglior giro, si è arrabbiato e l’ha rifatto. Non molla. Ripeto, mi aspettavo un podio e anche una vittoria. Ha le caratteristiche e le qualità di un “fungo porcino” un talento come Rossi, Capirossi o Simoncelli».

Paragoni illustri. Ma dove potrà arrivare Enea? La sua Ducati è una Gp21 dello scorso anno, anche se il Gresini Racing lavora bene, non sarà difficile tenere testa agli ufficiali con un mezzo clienti?

«Questa non è una moto clienti: questa è la moto ufficiale del finale dello scorso anno, con alcune evoluzioni. Presto ci arriveranno anche le carene nuove. È una motocicletta perfetta. Siamo contenti ed Enea la sta guidando alla grande. Poi Gigi Dall’Igna (direttore del reparto corse di Borgo Panigale, ndr) è una persona intelligente, se Enea continua a stare davanti lo aiuterà come può».

Si può già lottare per il titolo anche senza essere in un team ufficiale?

«Il nostro obiettivo è chiudere ogni gara nei primi cinque. Se Ducati lo vede in testa alla classifica gli darà sicuramente una mano a restare nel livello più alto».

Questo Enea ci può già credere?

«È all’apice di ciò che può essere come pilota. A Losail sembrava un veterano. Perfetto sul giro secco in prova, uguale nella gestione in gara. La gestione della gomma è una sua caratteristica che gli ha sempre permesso di essere fra i più veloci nei 5 o 6 giri finali. Con la gomma consumata è spesso il più rapido in pista».

Quali piloti l’hanno colpita o delusa domenica?

«Più delusioni che impressioni positive: la Suzuki sembrava da podio, ma ha raccolto poco; Honda ha fatto una gran bella moto; Ktm deve lavorare malgrado la bella prova di Binder e Aprilia può dare fastidio, ma la prestazione di Mav fa pensare. Yamaha poi non è andata bene, Quartararo si era lamentato sempre della M1 e lo ha fatto a ragione».

Che dire di Ducati, tolto Enea?

«Bagnaia è in difficoltà e anche Martin, quando è stato centrato da Pecco, non era nelle posizioni di vertice. Zarco non vince, mentre Marini è indietro, con i rookie che devono crescere». Si è dimenticato di Miller: per stanchezza o volutamente?

Che possiamo dire, invece, dei debuttanti?

«Per loro ci vuole ancora tempo: è troppo presto per dare un giudizio».

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