SPIELBERG – Storia di una fine annunciata: Andrea Dovizioso lascia la Ducati. Lo fa lui, ma è stato quasi costretto a farlo. Irrecuperabile lo strappotra il forlivese e il capotecnico Luigi Dall’Igna: «Dall’Igna decide il futuro della Ducati, non il mio. La mia vita la decido io», attacca Andrea. Ne parla in conferenza stampa nel cuore del pomeriggio, 8 ore dopo aver annunciato la sua decisione alla Ducati ( «ma non è stata presa in una notte, non prendo mai decisioni di pancia. L’ho presa perché ormai era tutto chiaro»). Tutti sanno già tutto perché a mezzogiorno il manager Simone Battistella ha ufficializzato alla stampa: «La decisione l’abbiamo presa insieme, io e Simone. Siamo da otto anni con Ducati. Secondo noi era il momento direnderla notaper poterci focalizzare sul Mondiale. Ogni volta che finisce una relazione ci sono pro e contro. I momenti particolarmente belli sono stati tanti ed è giusto pensare a quelli. Ci sarebbero altre cose da dire, ma non posso essere più esauriente».

Il futuro è ora

Dovizioso sul futuro dice: «Quello che voglio è correre. Questo non è un ritiro ma un modo per provare a vincere il Mondiale. Per l’anno prossimo, vediamo: io non devo correre tanto per correre o per guadagnare. Non ho un piano B ma il Motorsport è particolare: possono sempre aprirsi nuove porte».

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