Motoclub “Caterina Sforza”: una passione smisurata nata nel 1986

AMALIO RICCI GAROTTI

Nuove proposte messe in piedi dal Motoclub “Caterina Sforza”. L’associazione conta su 72 soci ed è nata nel 1986 ad opera di alcuni bagnaresi appassionati e possessori di moto d’epoca che erano soliti partecipare ai raduni organizzati in Romagna, come Giovanni Sagrini , Guido Riccipetitoni, Olindo Melandri, Orazio Bacchilega, Alberto, Carlo e Manlio Medri, Carlo Medri, Mario Graziani, Gian Luigi Cortesi, Antonio Randi.
Valorizzazione del borgo
«Le nostre iniziative – sottolinea il presidente Bruno Ballardini – sono indirizzate a diffondere la storia medievale del nostro borgo, cinto da mura e della Rocca Sforzesca, residenza di Caterina Sforza, alla quale si è ispirato il nostro logo. Tra le nostre manifestazioni va ricordata la giornata gratuita dedicata all’”Hobby sport”, promossa dalla Fmi e rivolta ai bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni per far conoscere il mondo della moto da cross in totale sicurezza».


Raduno regionale

Il motoclub promuove ogni anno a fine luglio, in occasione della “Festa della Madonna del Voto”, il raduno regionale di auto e moto d’epoca in collaborazione con il “Club storico faentino” . L’iniziativa ha ormai superato le trenta edizioni.

Ogni anno poi organizza la “Mostra scambio auto e moto e cose del passato”, con una numerosa presenza di stand sparsi attorno alla Rocca di Bagnara. Purtroppo però il tradizionale 36ennale raduno di auto e moto d’epoca non si farà causa l’impossibilità di disciplinare, soprattutto per la distanza sociale, i tantissimi espositori e le centinaia di appassionati, causa la situazione di emergenza sanitaria. Lo conferma il presidente del motoclub: «Nonostante l’insistenza di molti proprietari di cimeli storici e di persone legate alle tradizioni ed alla storia di Bagnara di Romagna – spiega Ballardini –, a fronte della ressa di gente che frequenta, come espositori e come appassionati, questa manifestazione, abbiamo pensato di non effettuare il raduno, rimandando l’evento al 2022. Mi rendo conto dell’amarezza degli appassionati del settore, con la presenza dei giovani in aumento, a prospettare un aumento dell’interesse collettivo per questi mezzi storici, ma proprio non è possibile dar corso al raduno».


Cura del dettaglio


Un parere quest’ultimo condiviso dal sindaco Riccardo Francone, appassionato anch’esso di cimeli storici motorizzati: «Forse si poteva predisporre la mostra scambio ridimensionata – spiega –. Una manifestazione così pregevole, con stupendi mezzi motorizzati d’epoca, conservati e curati in ogni dettaglio, merita uno spazio adeguato, senza i limiti imposti dall’emergenza sanitaria».

sdss

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