Sono dieci anni che il sorriso del nipponico Shoya Tomizawa si è spento. L’astro del pilota del team Cip ha brillato intenso fino al 5 settembre 2010 e tanti lo ricordano ancora con affetto. Fra questo il forlivese Max Sabbatani, ex pilota del mondiale 125 e tecnico nel suo team il Cip. Bellissimo un paio di anni fa il tributo da parte di Takaaki Nakagami: alla fine di una delle gare in programma nel Misano World Circuit “Marco Simoncelli” si fermò lungo il tracciato, nel rettilineo dove nel 2010 Shoya aveva salutato tutti e si inginocchiò un attimo.
I piloti del Sol Levante spesso lo ricordano sul podio (l’ha fatto anche Nagashima nella sua prima vittoria in Moto2, curiosamente avvenuta quest’anno sullo stesso tracciato, quello di Losail, in cui aveva centrato il suo primo e unico successo Tomizawa).
La MotoGp ha un po’ dimenticato questo campione, anche perchè si è avuto poco tempo per conoscerlo. Fu wild-card nel gran premio di casa nel 2006 e nel 2007, poi fu stabilmente nel mondiale 250 nelle due stagioni successive, raccogliendo poco: 2 punti nel 2008 e 32 nel 2009, poi l’esplosione. Shoya resterà per sempre il primo vincitore di una gara della Moto2 con la Suter del team Cip, poi fu secondo, si piazzò nei primi sei in altre tre occasioni e cadde in altri Gp.
L’ultimo volo mentre affrontava il rettilineo che dalla Quercia porta alle curve del Carro: un rettilineo che proprio dritto non è, perchè al centro si spezza con un grande curvone. Qui finì a terra e fu travolto da due piloti che lo seguivano, mentre lottava per le posizioni di testa.
Il cielo quel giorno era plumbeo, forse presagiva il verdetto del destino e Tomizawa si spense poco dopo. Il nipponico aveva appena cominciato a mostrare al mondo simpatia e grinta travolgenti.
Lo ricordo in sala stampa, venerdì sera, impegnato a collegarsi in video chat, un saluto veloce a un giornalista semi sconosciuto a fine di una lunga giornata. Era un ragazzo giovane, appena 20enne, con un bel futuro portato via troppo presto dal suo sogno, a causa di una tragica fatalità. Speriamo che nel prossimo fine settimana MotoGp al “Marco Simoncelli” sia ricordato in modo adeguato, non solo dai piloti giapponesi o dagli uomini del team Cip. Sperando che un giapponese salga sul gradino più alto del podio, per celebrarlo come merita.

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