Motociclismo, Casadei: “Misano è un sogno che si avvera”

Prima occasione mondiale “a benzina” per il riminese Mattia Casadei. Il pupillo di Paolo Simoncelli sostituirà Tetsuta Nagashima (a sua volta sostituto dell’infortunato Lorenzo Dalla Porta) nel team Italtrans grazie alla sua intraprendenza. Il nipponico aveva un impegno precedente come tester di Honda Hrc e questo gli ha impedito di essere in griglia per il Gp Nolan dell’Emilia Romagna e Made in Italy di domenica. Casadei, classe 1999, dopo anni di gavetta riuscirà così a debuttare. Ma come è avvenuta la convocazione? «Mi sono proposto io. Quando ho saputo che Nagashima avrebbe saltato questa gara ho chiesto ad Enea (Bastianini campione mondiale con Italtrans Moto2 2020 ndr) di avere un contatto con la sua ex squadra e ho telefonato per candidarmi a sostituirlo. Devo ringraziare il team che ha creduto in me».

Che emozione è arrivare finalmente al Mondiale? «E’ un sogno che si avvera. Non ho pretese particolari. Devo scoprire un mezzo ed una categoria nuovi in cui non ho mai gareggiato. Il team è fortissimo e so che avrò la miglior assistenza possibile».

Dopo diverse stagioni nel Civ e nel campionato spagnolo Moto3, Mattia, apparso vicino al debutto mondiale, sembrava destinato a essere dimenticato. Solo Paolo Simoncelli ha continuato a credere in lui e gli ha affidato la sua MotoE (ed è stato ripagato, in tre anni tre secondi e tre terzi posti), aiutandolo a gareggiare anche nella Supersport tricolore, con l’aiuto del Gas Racing di Rimini. Ha mai rischiato di non poter mostrare il tuo talento e di chiudere con le gare? «Paolo mi ha aiutato ed ha sempre creduto in me. Lo ringrazierò sempre infinitamente di questo, anche se non credo che la mia carriera sarebbe finita nel 2017, quando ho corso l’ultimo anno di Cev Moto3. Avrei percorso altre strade. Ho avuto fortuna e sfortuna, ma ora sono qui».

Non sarà certo semplice capire in tre turni di libere e nelle Q1/Q2 la Moto2, anche se Casadei ha una lunga esperienza in Supersport con propulsori simili da 600 centimetri cubici e in altre categorie: sa adattarsi, non è così? «Tutto fa brodo e aver corso anche quest’anno in diverse classi (Supersport 600, Superbike e MotoE ndr) può aiutarmi a prendere velocemente le misure alla nuova categoria, ma si tratta di un mezzo prototipo diverso da quelli Moto3 che ho guidato e dalle Ssp 600 che derivano dalla strada». Insomma, Casadei dovrà rimboccarsi le maniche, ma potrà anche mostrare il proprio talento: una vera occasione d’oro dopo tanti anni di gavetta e speriamo che la fortuna possa dargli il suo contributo.

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