MISANO ADRIATICO – Cosa siete disposti a fare per la vostra passione per i motori? Ieri abbiamo avuto la risposta di circa quattro-cinquemila tifosi. Il dato ufficiale di pubblico lo comunicherà Dorna solo domani pomeriggio. Il massimo concesso come è noto è diecimila spettatori, ma ad occhio, ieri erano pochini: composti, appassionati e ben controllati. Il punto di osservazione era la Tribuna Misanino, a ridosso del curvone.

Triplice controllo

«Tribuna Misanino? Per di qua». Lo steward maestro di cerimonia introduce alla procedura di ingresso attraverso tre passaggi: controllo della temperatura, ispezione dello zaino e verifica del biglietto nominale con il documento di identità.

Una pattuglia dei 700 steward fa da cornice al primo grande evento sportivo post Covid aperto al pubblico. Gli spazi di afflusso e deflusso sono vastissimi, gel igienizzante agli ingressi e spettacolo delle prove servito caldo, ma caldo davvero. Alle 9.55 partono le prove libere della MotoGp e in questo bollore sulle lamiere, riesci a comprendere pienamente il triste percorso compiuto dalle patate lesse per arrivare fino al piatto. Un bollore di livello superiore che la gente combatte con cappellini, ombrelli aperti e birre di metà mattina che lo spicchio tedesco della tribuna fa fuori come acqua minerale.

Per la ricerca del posto, ecco altri due steward che indicano il seggiolino 34, fila T, a ridosso di un colorato clan tedesco tifoso di Rossi e acerrimo nemico degli etilometri, poi maglie del Vr 46 e Simoncelli, un paio di cappellini di Marquez e bandiere di Baldassarri al vento. I posti sono distanziati grazie agli spazi lasciati dai seggiolini appositamente divelti e in ogni caso il traffico di ieri era ampiamente gestibile.

Intenditori, prati vuoti e bagarini

Il venerdì è sempre stato il giorno degli intenditori, fachiri del caldo e appassionati veri che torneranno qui anche dopo il ritiro di Rossi. Parlano di pneumatici e forcelle, grip e aerodinamica, mentre al loro fianco sulla destra c’è una collina vuota che fino all’anno scorso era una specie di curva Sud. I prati erano il settore per eccellenza con assembramento libero, ombrellone libero, canottiera libera, ciabatta libera, tutto libero e rutto libero. Sullo sfondo, si vede la collinetta della Quercia deserta, mentre più distanti si scorgono i camion a ridosso di un paddock mai così chiuso. Sono tutti in una bolla: bolla senz’anima direbbe Cocciante. Il contatto umano tra piloti e gente di motori è l’ingrediente dello spettacolo che manca di più.

Resta il fatto che l’organizzazione funziona e ora che si sta seduti a distanza un posto sì e uno no, c’è quasi l’illusione che l’italiano sportivo sappia anche rispettare le regole, ma meglio aspettare l’ondata di oggi e domani. Le biglietterie sono chiuse, i biglietti si acquistano solo in prevendita e per di più sono nominali, anche ieri mattina almeno due bagarini sono stati avvistati, a riprova che l’Italico talento resiste anche al virus.

Tifo ruspante e ballo di lusso

Lo speaker ripete più volte le regole base che tutti ormai sentiamo da mesi e la mascherina la indossano tutti, tranne quando si sta a sedere, visto che la distanza è assicurata. Il food truck offre generi di conforto a prezzi da rifugio sulle Dolomiti: panini 7 euro, birra da 50 cl 6 euro, gelati 3 euro, caffè un euro e cinquanta. Anche questo ci ricorda che il tifo del motociclismo sarà pure ruspante, ma il ballo in maschera di Misano resta un ballo di lusso.

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