Morto Morgagni, fotografo dei vip: Cervia in lutto

Se n’è andato guardando le sue foto, nella casa in cui viveva, a Pilastro. Aveva 76 anni Carlo Morgagni. Fotografo della movida di Milano Marittima, presenza fissa di eventi, dal vip master alle esclusive serate al Pineta; eppure attaccatissimo anche alla sua campagna, nel forese ravennate, e alla comunità paesana a cui si dedicava con anima e cuore in un’instancabile attività di volontariato. Venerdì sera un malore improvviso se l’è portato via, lasciandolo senza vita nella poltrona davanti al computer in cui erano salvati alcuni dei suoi scatti.

Morgagni si era dedicato a tempo pieno alla fotografia – una grande passione portata avanti in parallelo al lavoro come dipendente della centrale Enel di Porto Corsini – una volta andato in pensione. Negli anni, le sue foto hanno immortalato praticamente tutti i personaggi che hanno fatto tappa negli eventi mondani organizzati tra Cervia e Milano Marittima. Calciatori, soubrette, presentatori e presentatrici, attori; dove c’era un vip ecco che il suo obiettivo era pronto per coglierlo, dando testimonianza dell’appeal della località fra i volti dello spettacolo. Un archivio enorme, per il quale era in progetto un’esposizione.

La sua morte ha segnato un lutto anche nella piccola frazione in cui abitava.

E’ il segretario del comitato cittadino di Filetto-Pilastro, Ulisse Babini, a farne un ritratto commosso: «Carlo Morgagni non è stato solo il fotografo delle persone famose che venivano a Ravenna e nella riviera romagnola.

Carlo ha svolto anche un’intensa attività di volontariato a favore delle comunità e dei paesi ove abitava: Pilastro e Filetto. Era stato attivo organizzatore delle attività del Circolo Zero Virgola di Pilastro, fondatore dell’Associazione “Come eravamo”, più volte eletto nel comitato cittadino di Filetto-Pilastro». Collaborava anche con la circoscrizione di Roncalceci, prima, e co il consiglio territoriale poi « nell’organizzazione di una importante attività ricreativa e culturale estiva». Attività che, prosegue il compaesano, si erano interrotte solo per via del Covid. Organizzava anche «concerti, commedie in lingua romagnola, rappresentazioni di varietà, per trascorrere assieme alcuni momenti di svago ed allegria, testimone della cultura dell’incontro e della disponibilità fra le persone».

Il suo impegno andava oltre: «Si interessava della buona amministrazione del territorio dove viveva, partecipando attivamente per più mandati all’attività del Comitato Cittadino di Filetto-Pilastro e offrendo sempre una valutazione sincera e competente. Ci mancherà – conclude Babini – il suo sorriso di persona buona, ci mancherà il suo giudizio sempre equilibrato e gentile».

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