Morto in casa a Cesena: spirato nel reparto Covid pure il suo amico

Ancora una vittima all’interno dei reparti Covid dedicati dell’ospedale Maurizio Bufalini di Cesena. Un caso che, ancor prima dell’epilogo luttuoso, era già indirettamente finito alle cronache e che ora torna alla ribalta a tema pandemia.
Si tratta di una seconda morte in poco tempo per la frazione di Villachiaviche. Lunedì scorso, come i lettori del Corriere Romagna avranno modo di ricordare, sulla via Cervese era stato trovato morto in casa un uomo di 72 anni. L’Ausl lo stava cercando telefonicamente da sabato (viveva solo) per comunicargli la positività al tampone svolto. Una telefonata che non ha potuto ascoltare perché è morto tra le mura domestiche, per un malore che soltanto un’autopsia (non svolta) avrebbe potuto quantificare quanto eventualmente dipendente dalle difficoltà respiratorie causate dal Covid-19.
Quel 72enne, noto nella frazione di Villachiaviche perché per anni (anche dopo il pensionamento) era stato meccanico attivo sia in una sua officina che in uno spazio dietro alla sua abitazione, era stato sottoposto a tampone da Covid-19 per la sintomatologia emersa e evidenziata dal suo medico di base. Ma anche perché, martedì 24 novembre, era stato ricoverato in medicina Covid al Bufalini il suo migliore amico. Un 66enne anche lui residente a Villachiaviche, l’unica persona che frequentava di continuo, anche dopo la chiusura dettata dalla pandemia del circolo in cui si trovavano di solito per passare il tempo e giocare a carte.
Quel 66enne è morto ieri. Dal reparto Covid del Bufalini non è mai uscito perché dopo l’infezione il suo quadro clinico è andato sempre peggiorando. I suoi familiari per ora non hanno potuto ufficializzare la data delle esequie.

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