Morti sospette a Lugo, l’assoluzione è definitiva: Daniela Poggiali è innocente

A distanza di 9 anni da quando scoppiò l’inchiesta per le morti sospette all’ospedale di Lugo, oggi la Cassazione ha posto fine alla vicenda giudiziaria di Daniela Poggiali giudicando inammissibile il ricorso. Confermata la sentenza di assoluzione che chiude così un caso senza precedenti a livello nazionale. Accusata di aver ucciso l’8 aprile 2014 una paziente ricoverata all’Umberto I (Rosa Calderoni) con una dose letale di potassio, per l’ex infermiera di Giovecca il verdetto di innocenza è diventato così definitivo.

La Poggiali venne arrestata nell’autunno del 2015 (e successivamente processata e assolta anche per la morte dell’ex datore di lavoro del compagno). Nel 2016 in primo grado venne condannata all’ergastolo in Assise a Ravenna, pronuncia ribaltata in appello. Il primo. La Suprema Corte annullò poi il verdetto disponendo un appello bis concluso nel maggio del 2019 con una nuova assoluzione. Dopo un nuovo ricorso della Procura generale, gli Ermellini ancora una volta lo accolgono disponendo l’appello ter che si è aperto nel settembre 2021 con una particolarità. Il processo è stato portato avanti in parallelo con il secondo grado per il presunto omicidio di Massimo Montanari, conclusosi in primo grado con la condanna a 30 anni. La Poggiali era tornata in carcere dalla vigilia del natale precedente proprio in seguito a quella sentenza di colpevolezza ed è tornata in libertà dopo la doppia assoluzione del 25 ottobre. Ieri l’ultima parola. Innocente.

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