Il mondo dei veterinari e della pallavolo ravennate è sconvolto per la scomparsa di Tommaso Sintini, morto a soli 44 anni nella sua abitazione in seguito a un malore di natura cardiaca che lo ha tragicamente sorpreso lunedì sera. Per far luce sulle cause della morte è stata disposta l’autopsia, in attesa della quale non è stato possibile fissare una data per l’ultimo saluto.

Nativo di Lugo (la famiglia era originariadi Villanova di Bagnacavallo), Sintini lavorava dal 2008 nella clinica San Gaetanino, di cui era diventato socio assieme alla moglie Ambra, con cui ha avuto due figli. Diplomato al Liceo Scientifico, ha proseguito gli studi all’Università di Bologna, laureandosi in Medicina veterinaria.

Sintini ha un passato anche da buon giocatore di volley, vestendo le maglie di numerose squadre di Serie B e C del territorio. Era il più grande di tre fratelli, tutti ex pallavolisti, tra cui Giacomo, di tre anni più giovane, che è stato a lungo giocatore di molte formazioni di A1 e anche palleggiatore della nazionale.

“Jack” è noto anche per aver fondato una associazione che raccoglie fondi per la ricerca medica contro leucemie, linfomi e mieloma e per aver scritto il libro “Forza e Coraggio”, pubblicato nel 2014, in cui racconta la sua battaglia contro il cancro.

Tommaso era anche figlio di Giuseppe Sintini primario emerito di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Lugo.

Soprattutto in giovane età Tommaso Sintini ha raccolto le maggiori soddisfazioni sportive, facendo parte del florido vivaio del Porto Ravenna, capace di vincere lo scudetto Under 18 e due titoli consecutivi della Junior League, nel 1994 e nel 1995. Allenato dal compianto Alexander Skiba, uno dei più grandi coach a livello giovanile della storia della pallavolo, giocava da centrale, affiancando giocatori come Rosalba, Bendandi, Lirutti e Bovolenta che poi avrebbero avuto una brillante carriera.

Il dolore di Bonitta

Nello staff tecnico era presente anche Marco Bonitta, attuale allenatore della Consar, che non nasconde la propria commozione: «Centrale d’attacco, di grande forza fisica, era un ragazzo educato, di carattere docile, sempre sereno, di una bontà fuori del comune. Ha fatto una discreta carriera sportiva ma la sua strada l’aveva già trovata nello studio e nella cura degli animali: su questo amore per loro ha costruito un percorso universitario e la sua attività professionale. Alla sua famiglia e al fratello “Jack” mando un grandissimo abbraccio».

Terminata la trafila nel settore giovanile ravennate, Sintini ha poi intrapreso la carriera pallavolistica nelle fila del Conselice in C, per poi nel ’97 trasferirsi nel Lugo, la squadra della sua città d’origine, giocando in B per sei stagioni. Nel 2003 torna a Ravenna, nelle fila del Porto allenato da Panchenko, dove figurano giocatori in rampa di lancio come Sirri e Mengozzi e “vecchie” volpi come Margutti e Venturi. L’anno successivo passa alla Zinella Bologna, anche per proseguire gli studi universitari nella facoltà di veterinaria, rimanendo in terra felsinea fino al 2009, quando ritorna a Conselice.

Il ricordo di Bendandi

Nella squadra gialloblù allenata da Pascucci ritrova anche Simone Bendandi, attuale coach della Conad, che lo ricorda così: «Era da un po’ che non ci incontravamo, ma so che era molto soddisfatto della sua attività di veterinario. Con lui e gli altri compagni del settore giovanile del Porto ho condiviso degli anni splendidi, sia sul lato sportivo, sia su quello personale, creando un bel rapporto di amicizia anche fuori dal campo».

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