Morte dopo l’intervento, 12 medici accusati di omicidio colposo

Oltre 8 ore sotto i ferri per un delicatissimo intervento al cuore. All’età di 81 anni la complicanza si era apparentemente risolta, salvo poi essere ricoverato tre settimane dopo in seguito a una grave infezione. E cinque mesi più tardi, la morte. Ora sono in tutto 12 i medici accusati di omicidio colposo. Lavoravano tutti nell’unità di cardiochirurgia del Maria Cecilia Hospital di Cotignola quando il paziente, originario del Riminese, si affidò alle loro competenze per sottoporsi a un’operazione che avrebbe dovuto risolvere i plurimi problemi cardiaci di cui soffriva. Eppure, secondo quanto contestato dal sostituto procuratore Marilù Gattelli, titolare del fascicolo, gli specialisti non solo non valutarono adeguatamente l’impatto che l’intervento avrebbe avuto sulle precarie condizioni dell’anziano, ma tardarono pure ad adoperarsi per risolvere le complicazioni apparse poco dopo.

I familiari parte civile

Per gli imputati – specialisti tra i 40 e i 71 anni, residenti nelle province di Ravenna, Forlì, Bologna, Perugia, Milano e Cosenza – si è tenuta ieri l’udienza preliminare davanti al giudice Corrado Schiaretti. Avranno tempo un paio di mesi per decidere insieme ai rispettivi legali (sono assistiti dagli avvocati Giovanni Scudellari, Lorenzo Marangoni del foro di Milano e Antonio Petroncini di Bologna) se scegliere un eventuale rito abbreviato o andare a dibattimento. Sempre ieri invece si sono costituiti parte civile gli eredi della vittima, assistiti dagli avvocati Alessandro Petrillo, Monica Rossi e Jakub Nowacki del foro di Rimini.

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