CESENA. Vipera “punge” di notte ed un pensionato ha rischiato la vita. É stato salvato dal figlio che passava per caso e dall’ospedale che l’ha curato.
È successo a Montiano in una casa lungo la strada provinciale Cesena-Sogliano. Sul retro l’abitazione si affaccia sulla campagna e il proprietario si stava godendo il fresco della collina quando spostandosi su una superficie costruita gli è successo un fatto imprevedibile e ha rischiato seriamente la vita. La corsa in ospedale e il ricovero hanno posto fine all’incubo. La vicenda ha fatto il giro del paese, con la gente sgomenta nel sapere che le vipere possono mordere, anche di notte sul marciapiede di casa.

Il pizzico al tallone
«Ancora faccio fatica a capacitarmi di quanto accaduto – racconta il pensionato – Alle 21,30 ero in ciabatte estive sul retro della mia abitazione. Camminavo lungo il mio marciapiede che confina con il prato del giardino quando improvvisamente ho sentito un forte dolore. Allora ho acceso tutti i lampioni e sono rientrato in casa. Visto che sul tallone c’erano tracce di sangue ho dedotto che mi aveva morsicato qualcosa. Credevo un grosso ratto oppure una rana gigante. Mio figlio stava rientrando in moto a casa sua e si è insospettito vedendo tutte le luci del giardino accese. È venuto a vedere cosa fosse successo. Sentito il mio racconto e visto che avevo perso qualche goccia di sangue dal piede che si stava anche gonfiando, si è offerto subito di portarmi in pronto soccorso per controlli. Dapprima ho detto no, non pensando fosse una cosa seria, poi mio figlio ha insistito dicendo che non voleva che poi lo richiamassi magari a mezzanotte. Allora ho acconsentito a farmi portare al pronto soccorso del Bufalini».

L’aggravamento
«Dopo 20-25 minuti dal pizzico – prosegue il pensionato – ho fatto l’accesso al pronto soccorso e visto che stavo ancora bene ero in normale attesa di essere visitato. Poi ho avuto un improvviso tracollo, con dolori lancinanti al ventre e il fiato mi mancava. Allora ho fatto segno a mio figlio di chiamare subito il medico. Quando mi ha preso in consegna il medico ha subito intuito cosa mi fosse successo e che stavo per entrare in shock anafilattico e quindi si è messo in contatto con il centro antiveleni di Firenze. Frattanto il respiro mi stava venendo meno e il medico mi ha praticato il trattamento antiveleno. Mi ha detto che il morso era stato molto velenoso e che se fosse successo a un bambino si sarebbe esteso molto prima in tutto il corpo e che ero stato fortunato di essere in ospedale al momento della crisi. Dopo il siero antiveleno sono stato ricoverato in monitoraggio per controllo di eventuali reazioni allergiche».

Grazie a figlio e ospedale
«Devo dire che al Bufalini mi hanno assistito in modo esemplare – prosegue il pensionato – La nostra sanità è di qualità. Ai medici devo la vita, oltre che alla tempestività di mio figlio a portarmi in ospedale. Ci ho pensato su come sia potuto accadere di essere “pizzicato” di notte su un marciapiede da un rettile che di solito si muove di giorno. Poi ho considerato che il marciapiede dopo una giornata afosa era molto caldo. Forse la vipera si era addormentata al calduccio e io l’ho calpestata. Non mi sarei mai aspettato un rettile velenoso sul mio marciapiede».

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