RIMINI. Davanti al giudice uno nega, l’altro si avvale della facoltà di non rispondere, ma i due albanesi accusati di avere ridotto male la signora di Morciano che ha tentato di resistere allo scippo si erano già traditi la notte stessa del fattaccio, prima ancora di mettere piede in caserma.
I carabinieri di Riccione, infatti, dopo averli individuati li avevano tenuti per un po’ in macchina da soli a cuocersi nel loro brodo. Sono stati così intercettati a loro insaputa mentre si interrogavano sulle possibili ragioni di quell’interesse dei militari. Erano certi di averla fatta franca. «Cosa gli diciamo allora, se è per la vecchia?» chiede “Eri” Dapo al più giovane “Nico” Mara. «Che non sappiamo niente fratello».
Questa e un altro paio di allusioni alla «vecchia» suonano come una confessione alle orecchie degli investigatori (coordinati dal pm Annadomenica Gallucci), tanto che ieri il Gip Vinicio Cantarini ha convalidato il fermo e disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere con l’ipotesi di rapina pluriaggravata in concorso e lesioni gravissime.


Nicholas Mara, 20 anni, difeso dall’avvocato Alessandro Buzzoni, nel corso di un breve interrogatorio di convalida ha ammesso di essersi trovato come passeggero sullo scooter che ha investito la signora, ma ha negato gli addebiti: «L’investimento è stato accidentale, sono scappato per lo spavento, non ho preso io la borsa né mi sono accorto di nulla». Eri Dapo, 33 anni, difeso dall’avvocato Angelo Gencarelli, a suo dire preso dall’ansia, ha scelto invece di avvalersi della facoltà di non rispondere. Li aspetta una cella ben «sigillata» come aveva auspicato, riferendosi al fatto di cronaca riminese il leader della Lega Matteo Salvini, ma non sono giustificati invece certi commenti xenofobi apparsi sui social. Il testimone “chiave” è anche lui albanese: un immigrato regolare che ha assistito alla fuga dei malviventi e li ha descritti così minuziosamente da rendere identificabile agli occhi dei carabinieri del reparto operativo di Riccione Nicholas Mara, già tenuto sotto controllo per le sue intemperanze. Anche una donna in macchina li ha visti puntare dritti verso la signora. Non è stato un incidente, conclude il giudice: «Volevano sorprendere l’eventuale resistenza della vittima al fine di sottrarle la borsetta». La prognosi della signora, che lunedì ha compiuto 81 anni in ospedale, resta riservata. Riguardo alle condizioni della gamba sinistra è stato chiarito che dopo l’iniziale sub-amputazione è stata operata per tentare di ricongiungere l’arto. Un calvario che solo nel migliore dei casi porterà alla sua piena ripresa.

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