Morciano. Banca Popolare Valconca, niente fusione: i soci votano contro

Non passa il progetto di fusione con Blu Banca. A decretarlo, l’assemblea straordinaria dei soci dell’istituto di credito morcianese, svoltosi ieri al padiglione fieristico di Morciano. La maggioranza degli azionisti, infatti, ha espresso un voto negativo al progetto presentato dal consiglio di amministrazione che, appena qualche giorno fa, aveva chiarito come la fusione fosse «ad oggi, l’unica via percorribile».

Gli azionisti hanno invece deciso di mantenere autonomo lo storico istituto di credito della Valconca.

In numeri

In particolare il 50,44 per cento dei soci, pari a 3.586.255 azioni, si è espresso contro la fusione, mentre il 46,74 per cento, pari a 3.323.169 azioni, a favore.

«Si tratta di una vittoria abbondante – spiega Gianfranco Vanzini, già presidente della Bpv e contrario al progetto di fusione –. Con questo voto abbiamo sventato la morte della Banca Popolare Valconca. Ora vedremo se riusciamo a farla continuare a vivere», e sull’attuale Cda aggiunge: «Vedremo quali scelte prenderanno, se non faranno nulla oppure si dimetteranno. Certamente, almeno una riflessione dovranno farla».

Bisognerà ora capire se ci sarà e in quale forma, una decisione da parte della Banca d’Italia che il 5 ottobre scorso aveva rilasciato l’autorizzazione all’operazione di fusione.

Il commissariamento

Tra gli scenari ipotizzati, anche da chi si è sempre professato per il “no” al progetto, anche quello di un commissariamento capace di traghettare la banca in acque finanziarie più tranquille ed eventualmente verso il porto di una fusione con partner e a condizioni differenti da quelle previste da quello bocciato ieri. Da tempo, una componente dell’azionariato della Banca Valconca esprimeva dubbi, o aperta avversione, alla opportunità della fusione. Nei giorni scorsi i vertici dell’istituto di credito morcianese avevano organizzato diversi incontri rivolti ai soci per illustrare la bontà del progetto e i relativi punti di forza, a partire dalla possibilità di tornare ad avere un patrimonio maggiore e la prospettiva di poter staccare nuovamente dei dividendi. Informazioni che evidentemente non hanno fatto breccia negli azionisti, come non hanno avuto seguito le rassicurazioni sulla possibilità, per il marchio storico della Banca Valconca, di continuare ad essere presente sulle 17 filiali e che non ci sarebbero state riduzioni di personale. Elemento, quest’ultimo, confermato proprio sabato scorso dalla rappresentanza sindacale.

Il rapporto di cambio

Perplessità, quelle del fronte del “no” alla fusione, legate in particolare al cambio con le azioni della Blu Banca, ritenuto estremamente sfavorevole per gli azionisti della Banca Valconca. Dopo la fusione, aveva ad esempio spiegato Vanzini, il 93 per cento del capitale sarebbe stato di proprietà dei soci della Blu Banca, mentre ai soci dell’istituto di credito morcianese, sarebbe rimasto un 7 per cento. Un rapporto che si sarebbe poi andato a riflettere anche sui futuri dividendi.

«La fusione non è passata e andremo avanti con le nostre forze». Queste le prime parole del direttore generale della Banca Popolare Valconca, Dario Mancini, dopo l’esito del voto, probabilmente inatteso, con il quale l’assemblea dei soci si è espresso contro il progetto di fusione per incorporazione con Blu Banca. «Il fronte del no ha prevalso ma senza un motivo – aggiunge Mancini -. Evidentemente la trasparenza non ha pagato. Andremo comunque avanti con forza». In una nota Il presidente Fabio Ronci e il direttore Mancini confermano la presa d’atto della decisione espressa dai soci, «pur rimanendo convinti – aggiungono – che il processo di aggregazione con Blu Banca rappresentasse la migliore strada percorribile per assicurare un futuro di solidità, stabilità e sviluppo a Banca Valconca, in un contesto caratterizzato da una grande difficoltà economica e finanziaria, con la ripresa post-Covid rallentata dalla grave crisi energetica, dalla guerra e dall’inflazione».

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