Montiano, “sentieri poetici” tartassati da moto e bici da cross

“Sentieri poetici” rovinati dalla presenza di bici da cross o moto che scorrazzano a tutta velocità: i camminatori chiedono «un divieto di transito per i veicoli». Un anno fa a Montiano e dintorni sono stati individuati e segnalati visivamente vari percorsi, per una lunghezza complessiva di 30 chilometri, suddivisi in otto anelli e con dislivelli alla portata di tutti i camminatori. Ma c’è chi ne fa un uso improprio.

Una residente della zona non più giovane fa in premessa i «complimenti per l’ottima iniziativa rivolta a persone con ridotta mobilità, “La montagna per tutti”, a cura del Cai di Cesena, e per la creazione della rete dei “Sentieri poetici”». Però segnala che «purtroppo, nel tratto pianeggiante del sentiero che costeggia il fiume Rigossa tra Longiano e Castiglione, caratterizzato da suggestivi punti stretti con curve a gomito, capita spesso di incrociare pericolosamente una moto. Mi ha anche sfiorata – testimonia – rischiando di farmi cadere. E mi sono trovata in difficoltà ancora maggiore con una bici da cross, che mi è sbucata davanti a grande velocità, in piena curva. Purtroppo non ho agilità e riflessi sufficienti per gettarmi di lato e per poco ho rischiato uno scontro che, data la mia età, sarebbe stato deleterio, visto che ho anche una forte osteoporosi».

La donna è molto impaurita: «Comprendo bene che non è possibile una sorveglianza attiva perenne, ma forse potrebbero essere utili cartelli che esplicitino il divieto di transito a simili mezzi. Come strumento di deterrenza si potrebbe anche, in certi tratti, segnalare la presenza di telecamere nascoste. Infine, sarebbe opportuno avviare con le scuole iniziative in loco con i bambini, vere e proprie lezioni di educazione civica all’aria aperta, che comprendano temi quali il rispetto della natura e delle esigenze del prossimo, in particolare delle persone anziane e disabili».

Lo spirito di quest’ultima proposta viene spiegato così: «Quello che intendo non sono solo lezioni teoriche, ma simulazioni di situazioni sul campo, attraverso il gioco e la pratica fisica. Le prossime generazioni vedranno forse i risultati di questa azione educativa e potranno camminare in pace su un sentiero così bello e così sapientemente voluto dalle amministrazioni locali, e ne sarà valsa la pena».

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