Monteleone, la disfida del tiglio. “Salviamolo”. “No, meglio un parcheggio”

Il tiglio pendente scatena una bufera nel piccolo borgo. Dopo anni di tranquillità, una micro-comunità si trova spaccata in due: da una parte c’è l’associazione “Il Borgo odoroso aps”, dall’altra la Pro loco e i residenti. E la tensione sta salendo alle stelle per una questione che sta molto a cuore ad alcune decine di amanti degli alberi che si sono mobilitati, ma tutto sommato “sembrerebbe” minima. In realtà, è uno scontro fra due 2 “anime”.

Due sere fa, la scrittrice Ada Grilli, alla guida del gruppo di difensori dell’albero, ha mostrato nel corso di una conferenza stampa un dossier di 70 pagine: è stato preparato con l’ausilio di esperti in architettura del verde per indicare come si può evitare l’abbattimento del tiglio.

Il residente e attivista della Pro loco di Monteleone, Fabio Mengozzi, dopo essere stato allontanato dall’incontro in quanto fortemente critico su tutta la linea, passa al contrattacco. Il suo pensiero – dice – «è quello di tutti i residenti meno una». Parte dall’inizio della vicenda: «Tutti i 22 abitanti del borgo, ad eccezione della signora Ada Grillli, hanno chiesto lo scorso novembre, con una lettera firmata e protocollata in accordo con il presidente del Consiglio di frazione, una viabilità più funzionale sia per il transito che per la sosta nella piazza del borgo. La giunta comunale, in seguito alla richiesta, ha favorevolmente deliberato. La polizia municipale ha rilasciato il nulla osta. Occorreva solo creare le condizioni di sicurezza per i posti auto, a causa dell’eccessiva inclinazione del tiglio».

Ma poi è esplosa la protesta dell’associazione “Borgo odoroso”: «Per causa di forza maggiore, si è dovuto transennare la piazza, sacrificando l’accesso e la sosta in piazza e rovinandone l’estetica, che sembra quella di un paese terremotato. Si è vanificata la volontà dei residenti di potere transitare e parcheggiare agevolmente e in sicurezza». Un problema non da poco, visto che «gli abitanti del borgo hanno 21 auto e i posti ora autorizzati sono solo 5».

Mengozzi elenca inoltre i risultati ottenuti dalla Pro loco, che ha saputo, dice, risvegliare la vita nella piccola località sia a spese dei residenti, sia in collaborazione con il Comune. «Le migliorie vanno dagli interventi di illuminazione, alla pulizia della piazza e lo sfalcio eseguito come volontari dagli abitanti, con l’abbellimento delle case creando aree belvedere». Invece, a parere del portavoce dei residenti, ora la piazza è inguardabile «transennata per tutta l’estate e con rifiuti di ogni genere abbandonati sul ciglio di via Comandini, dove è dovuta intervenire l’amministrazione comunale, che ha anche fatto una segnalazione alle autorità competenti».

L’accusa rivolta ad Ada Grilli è quella di aver dato vita a «una sequela di nulla osta, perizie, pareri, dalla quale non so se ne usciremo». Eppure, continua Mengozzi, «il problema dei due tigli precedenti (abbattuti dall’amministrazione comunale, senza richiesta di pareri, ndr) aveva trovato una soluzione condivisa e sicuramente di grande effetto rispetto a quella proposta dalla signora Grilli. Senza causare disagi, anche per la sicurezza dei visitatori del borgo. Insomma, in quel caso si è trovata una soluzione veloce e sulla quale siamo stati tutti d’accordo, a parte Grilli. Contestiamo la difesa ad oltranza del tiglio e lamentiamo di non essere stati onsiderati. Vorremmo quindi che fosse ascoltato quello che pensiamo noi della Pro loco e si chiedesse al Consiglio di frazione cosa ne pensa».

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