“Molto più di un’utopia” è il nuovo singolo del cantautore Giosef, torinese di nascita ma riminese di adozione, che segue l’ottimo riscontro dei precedenti “Viola” e “Una rosa bianca” all’interno del percorso del disco “La rinascita del viola”. Il brano è accompagnato dal videoclip ufficiale girato nella sede del centro culturale ricreativo L’Officina di Rimini da Sonia Iacobone e Maura Bruno di Obiettivofilm Videomaking, che nasce dall’esigenza di voler tramutare in immagini l’idea dell’amore partendo da ricordi di infanzia che fanno riprendere il concetto dimenticato di ingenuità, di purezza, di amore, per poi essere ripercorso ed espresso in un dolce e affascinante ballo, ballato e coreografato da Valentina Baroni.

Un’idea semplice che vuole esprimere emozione nell’ascoltatore dando importanza al testo, in linea con la valorizzazione dei testi che caratterizza in gran parte il progetto “La rinascita del viola”. Abbiamo parlato con lui.

Giosef, partiamo dal nuovo singolo, com’è nata l’idea?

«Da tre anni a questa parte la mia vita ha avuto un cambiamento notevole, culminato con la nascita di mia figlia Viola, due anni fa. Questo avvenimento ha suscitato oltre a una grande gioia come è normale che sia, anche la voglia di documentare tutte le sensazioni e le risposte che un evento del genere mi ha portato. Sono da sempre una persona curiosa che vuole approfondire la conoscenza del sé e tutti i suoi cambiamenti, che poi cerco di esprimere grazie alla musica».

Del titolo del singolo cosa può dirci?

«È un brano che parla d’amore, non volevo essere banale per la profondità del messaggio. Cercavo qualcosa che potesse destare curiosità, qualcosa da approfondire e ascoltare. L’amore oggi è considerato un sentimento che sta lentamente svanendo, come se non esistesse più… c’è quasi da rimpiangere i vecchi tempi, quando certi valori erano il fulcro della vita. Ma c’è una citazione che esprime in pieno il mio pensiero e la dice tutto sul significato di amore, ed è questa: “L’amore benché si creda un sentimento, è lo stato naturale del nostro essere. È ciò per cui siamo venuti ed è l’ultima cosa che resterà quando ce ne andremo”. Noi siamo abituati a cercare l’amore fuori di noi ma la chiave è dentro noi, è lì che dovremmo aprire il cassetto e ritrovarlo cosicché anche la nostra vita esterna possa regalarci grandi emozioni».

Esiste davvero qualcosa che è molto di più di un’utopia?

«Direi proprio di sì, tutto ciò che si riesce a realizzare è molto più di un’utopia, in questo caso l’amore perché c’è, esiste, è vero, è dentro di noi».

Nella canzone parla di amore, partendo dalla tenera età. Ci spiega?

«Con la nascita di mia figlia, ho osservato la sua gioia di vivere, di approcciarsi alla vita, come inizia la giornata, come prende tutto come se fosse un gioco, un qualcosa di magico. Come ho già detto, l’amore è lo stato naturale del nostro essere, noi ce l’abbiamo già dentro, solo che con il passare degli anni, ci facciamo influenzare dalle vicissitudini esterne e perdiamo un po’ di fiducia, ma se potessimo tornare a guardare il mondo con gli occhi e i passi dei bambini, tutto avrebbe un altro sapore ed emozione».

Il video è stato girato a Rimini; cosa rappresenta per lei questa città?

«A me piace molto Rimini, innanzitutto è la città natale di mia figlia e della mia compagna. La città del cambiamento, della mia rivoluzione se così si può chiamare, che mi ha accolto e insegnato a essere libero in tutto, dal modo di vestire alla tranquillità di come prendere la vita, all’accoglienza, alla solarità e naturalmente alla presenza del mare. Io ho sempre sognato di vivere in una città di mare, adoro anche in inverno passeggiare sulla riva e farmi coccolare dal suono del mare. Forse sono troppo romantico, ma adoro questa immagine e questo momento».

I suoi prossimi progetti?

«Con la mia etichetta, Yourvoicerecords di Rimini, stiamo iniziando a pensare al prossimo progetto discografico. Nel frattempo siamo ancora nel pieno del lavoro per quanto riguarda il progetto discografico “La rinascita del viola” che uscirà a dicembre in digitale, in disco fisico è già presente, in più saremo impegnati, se il periodo ce lo permetterà , nella “costruzione” di concerti live. Perché la musica, quella vera, quella che dona emozioni, ha bisogno del pubblico, della gente, e di essere suonata live».

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