CESENA. Una bomba molotov è stata lanciata contro la casa di un arrestato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Un 25enne che, per lo stress patito anche a causa di quell’evento, ora non è a casa sua ma è ricoverato in Psichiatria all’ospedale Maurizio Bufalini di Cesena.
Il primo episodio risale alla scorsa settimana. Qui sono stati chiamati ad intervenire i carabinieri quando nel cuore della notte “qualcuno” ha avvicinato l’abitazione di viale Abruzzi del 25enne in questione. Lanciandogli contro una bottiglia incendiaria. Il “botto” e le fiamme hanno spaventato anche una fetta del vicinato che si è accorta dell’accaduto. Così sono state chiamate le forze dell’ordine per sporgere denuncia. L’idea è che qualcuno ritenga di essere in credito con F.C. (queste le iniziali del detenuto ai domiciliari); e che quindi gli abbia voluto lanciare un “avvertimento” per i debiti in sospeso.
I fatti devono aver scosso profondamente il 25enne. Al punto che nella stessa abitazione di viale Abruzzi ma qualche sera più tardi, è dovuta intervenire anche la polizia. Unitamente ad ambulanza ed auto medicalizzata del 118.
L’uomo era infatti andato in escandescenza ed ha finito per essere ricoverato nel reparto di Psichiatria del Bufalini dove viene tenuto sotto sedazione e costante osservazione.
Il 25enne in questione nel recente passato, quando ancora viveva in un comune della pianura del Rubicone, era finito ancora nei guai per accuse di droga e di rapina.
Detenzione a fini di spaccio e coltivazione abusiva sono invece le nuove accuse per le quali era stato arrestato da poco prima del lokdown, dalla fine del mese di febbraio. Ad ammanettarlo erano stati i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cesena (diretti dal dottor Nicola Vitale) e il 25enne è in attesa di giudizio.
Le accuse nel dettaglio parlano di spaccio continuato di marijuana a favore di due coetanei, ma anche di produzione e detenzione ai fini di spaccio di marijuana per circa 800 grammi e di hashish per circa 300 grammi.
In particolare gli investigatori della Polizia Giudiziaria, coordinati dal sostituto commissario coordinatore Paolo Di Masi, già da qualche tempo, tenevano sotto controllo il giovane, in casa aveva una serra attrezzata con lampada e trasformatore per la coltivazione della cannabis, due piante una delle quali con infiorescenze già presenti ed una in fase di sviluppo; un armadio all’interno del quale erano presenti numerose infiorescenze appese per l’essiccazione e due panetti di sostanza stupefacente del tipo hashish; altre infiorescenze di cannabis deposte ad essiccare sopra un mobile del soggiorno; una cassetta in metallo chiusa a chiave con 1400 euro ritenuti provento dello spaccio. La tesi ora al vaglio degli investigatori è che qualcuno voglia minacciarlo per il pagamento di un debito non meglio definito.

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